Euro digitale: la Bce punta a sviluppare il prototipo dal 2023

La scultura dell'euro di fronte all'edificio principale della Bce a Francoforte sul Meno. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

Panetta al Parlamento Ue: “Dovremmo restringere il campo delle decisioni progettuali entro l’inizio del 2023 e sviluppare un prototipo nei mesi seguenti”.

Sull’euro digitale la Bce vuole procedere speditamente, ma allo stesso tempo prendersi il tempo necessario per considerare tutti gli aspetti del sistema di pagamenti non solo di oggi ma soprattutto del futuro.

Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea (Bce) con delega sui sistemi di pagamento, durante un’audizione al Parlamento europeo ha sottolineato che “la posta in gioco è elevata e ci muoviamo su un terreno inesplorato. Dobbiamo prenderci il tempo di lavorare scrupolosamente e considerare tutti gli aspetti affinché la moneta della banca centrale continui a svolgere il suo ruolo di ancora della stabilità al centro del sistema dei pagamenti e del sistema finanziario”.

Francoforte punta a sviluppare un prototipo già nel 2023. “La Task Force ad alto livello sulla moneta digitale, da me presieduta, sta lavorando per identificare i possibili impieghi e le caratteristiche ideali. Terminata questa fase, procederemo a esaminare le soluzioni tecnologiche. Dovremmo restringere il campo delle decisioni progettuali entro l’inizio del 2023 e sviluppare un prototipo nei mesi seguenti”, ha spiegato Panetta.

In un contesto in cui sul mercato continuano ad affacciarsi nuove soluzioni tecnologiche dalle criptovalute agli stablecoin, la Banca centrale europea deve accelerare sulla moneta digitale perché “non si può prendere una decisione informata sulla regolamentazione degli stablecoin o della finanza decentralizzata, senza sapere se ci sarà un’alternativa pubblica”, ha dichiarato al Corriere della Sera Benoît Coeuré, capo dell’Innovation Hub della Banca dei regolamenti internazionali ed ex membro dell’esecutivo della Banca centrale europea.

Inoltre, un euro digitale potrebbe garantire un livello stabilito di privacy più alto rispetto a quello dei servizi di pagamento privati. Una moneta virtuale emessa dalle banche, infatti centrali non ha scopi commerciali per i dati dei consumatori al contrario dei fornitori privati, come aveva sottolineato a maggio su Euractiv Nicola Bilotta.

Inoltre, come ha evidenziato Fabio Masini, sempre su questo giornale, “l’esistenza, in prospettiva, di un ampio mercato digitale in euro favorirebbe l’adozione di sistemi di pagamento in euro, mettendo a repentaglio l’egemonia del dollaro come valuta principe nei pagamenti”.

Nelle intenzioni della Bce l’euro digitale dovrà essere uno strumento di pagamento efficiente, ma anche preservare la stabilità finanziaria, garantendo un adattamento graduale del settore finanziario. “Dovremo evitare spostamenti bruschi di risorse ingenti, eccessive, dalla moneta di banca commerciale alla moneta di Banca Centrale. A tal fine dovremo ricercare un equilibrio tra due obiettivi: da un lato, quello di rendere l’euro digitale un mezzo di pagamento conveniente per gli utenti; dall’altro quello di limitarne un utilizzo eccessivo come forma di investimento”, ha detto Panetta nel suo intervento al Parlamento europeo.

Secondo il membro italiano del board di Francoforte, “le banche centrali devono mostrare capacità di innovazione per tenere il passo con il mutare delle abitudini di pagamento e gli sviluppi globali”. Nella progettazione dell’euro digitale, ricorda la Bce, bisogna prendere in considerazione non soltanto il sistema dei pagamenti di oggi, ma anche quello di domani.

“L’euro digitale non potrà certo soddisfare le aspettative di tutti a partire dal primo giorno. Dovremo trovare un equilibrio – ha concluso Panetta – e realizzare un euro digitale che offra fin da subito un valore aggiunto ai cittadini ma che possa essere sviluppato in tempi ragionevoli”.