Dombrovskis: “Decideremo in primavera se continuare a sospendere il Patto di stabilità”

Il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

La sospensione del Patto di stabilità e crescita anche nel 2022 in Ue dipenderà dagli sviluppi economici, in particolare dalla situazione di questa primavera, ha dichiarato il vice-presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis a Lusa.

“Il nostro piano è quello di tornare a discutere e prendere una decisione nel ciclo primaverile del semestre europeo, quindi fine maggio-inizio giugno”, ha detto Dombrovskis. Ha aggiunto che una possibile sospensione ulteriore delle regole del Patto di stabilità e crescita “dipenderà dalla situazione economica di quel periodo”.

“Non stiamo pregiudicando l’esito di questa decisione”, ha detto, sottolineando che al momento “è chiaro agli Stati membri che la clausola che garantisce la sospensione del patto nel 2021 continuerà a essere attivata”.

La decisione, implementata all’inizio della crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19, permette agli Stati membri di non considerare le regole di bilancio europee, che limitano il deficit di governo e il debito pubblico rispettivamente al 3% e 60% del Pil.

La sospensione delle regole è valida fino alla fine del 2021, mentre ancora non è stata presa una decisione per il 2022.

Dombrovskis ha confermato che tutte le opzioni sono ancora sul tavolo, aggiungendo che “non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuna scelta, vedremo la condizione economica e agiremo di conseguenza”.

“Stiamo ancora vivendo una situazione complicata dovuta alla pandemia. Il 2020 è stato un anno di decisioni, abbiamo scelto la massima flessibilità per le nostre regole sul bilancio e sugli aiuti statali, permettendo agli Stati membri di supportare la loro economia, le aziende, i lavoratori e di finanziare la spesa per la sanità”, ha detto Dombrovskis.

Il primo ministro portoghese Antonio Costa, che presiederà il Consiglio dell’Ue per i prossimi sei mesi, ha dichiarato che c’era accordo nello stabilire che il supporto agli Stati membri dovesse essere tolto solo quando il loro Pil fosse tornato ai livelli del 2019, permettendo una sospensione del Patto di stabilità anche dopo il 2021.

“C’è una larga parte degli economisti a livello internazionale che concorda sul fatto che non vada tolto il supporto agli Stati troppo presto”, ha detto Costa il 15 gennaio, aggiungendo che non si trattava comunque di una posizione definitiva.

L’opzione che riscuote maggiore consenso è quella di tornare ad applicare le regole del Patto di stabilità e crescita nel momento in cui l’Europa sarà tornata ai livelli di Pil del 2019, ha concluso Costa.