Domanda record per i Sure bond: 233 miliardi per finanziare la cassa integrazione Ue

L'Italia è il primo beneficiario del Sure con 27 miliardi e mezzo, seguita da Spagna con 21,3 miliardi e Polonia con 11,2. [EPA-EFE/MATTEO BAZZI]

Boom di richieste per il primo social bond dell’Unione europea. Le prime due emissioni hanno già raccolto la cifra di 233 miliardi di euro, mai toccata prima in un’emissione di debito, 14 volte superiore ai 17 miliardi complessivi dell’offerta.

Le risorse sono destinate al finanziamento del piano Sure (Support to Unemployment Risks in Emergency), varato da Bruxelles la scorsa primavera per concedere prestiti agli stati dell’Unione coi quali pagare la Cassa integrazione e altre misure per arginare gli effetti della pandemia sull’occupazione. 10 miliardi sono stati raccolti attraverso la tranche del bond social scadenza 10 anni, per il quale si sono fatti avanti investitori con richieste da capogiro, per 145 miliardi di euro. Gli altri 7 miliardi derivano dalla tranche dell’emissione con scadenza 20 anni che ha fatto anch’essa tracimare i book registrando 88 miliardi di domanda. I rendimenti per gli investitori istituzionali (non erano ammessi i singoli risparmiatori) sono  del -0,26% per i prestiti a dieci anni, e 0,1% per i ventennali.

A curare la prima emissione sono stati cinque istituti di credito: Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Nomura e Unicredit. Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Nomura e Unicredit nel ruolo di joint lead manager. Il rating dell’emittente è AAA da Fitch, Aaa da Moody’s e AA da S&P.

La Commissione europea aveva annunciato l’emissione delle obbligazioni dopo l’approvazione da parte del Consiglio della concessione del sostegno finanziario richiesto dai 16 Stati membri che hanno scelto di accedere al programma Sure.

Il fondo può raggiungere i 100 miliardi di euro, per ora ne sono stati richiesti 87. L’Italia è il primo beneficiario con 27 miliardi e mezzo, seguita da Spagna con 21,3 miliardi e Polonia con 11,2. La Commissione Ue userà i proventi derivanti dalle emissioni dei social bond per trasferire le risorse agli Stati membri in diverse tranche.

Come funzionano i prestiti

I soldi, che inizieranno ad arrivare già da quest’anno, saranno accreditati su conti speciali presso le banche centrali nazionali, che saranno utilizzati anche per il rimborso. I prestiti avranno una scadenza a 15 anni. L’Unione europea ha una valutazione molto solida sui mercati e questo le consente di raccogliere risorse a tassi di interesse molto bassi. Paesi come l’Italia che hanno tassi di interesse sui titoli di Stato superiori alla media Ue avrebbero quindi un beneficio da questi prestiti. Il ministero dell’Economia calcola che il risparmio per le casse italiane nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro.

Per garantire che i fondi siano utilizzati per scopi sociali, il quadro sulle obbligazioni sociali adottato da Bruxelles, richiede agli Stati membri di riferire su come i fondi presi a prestito sono stati spesi e sull’impatto sociale delle obbligazioni. Sulla base delle informazioni contenute in questi rapporti, la Commissione europea potrà dimostrare agli investitori che le obbligazioni Sure sono state utilizzate per finanziare programmi con un impatto sociale positivo.