Dogane “intelligenti”: l’Ue vuole creare un centro per i dati e uno sportello unico per le imprese

Il commissario Ue all'Economia presenta il piano per rafforzare l'Unione doganale in conferenza stampa a Bruxelles. [EPA-EFE/JOHN THYS / POOL]

L’Ue punta a rafforzare l’Unione doganale per prevenire le frodi. Gentiloni: “Le nuove sfide impongono di rendere più intelligenti le nostre norme”.

Solo nel biennio 2019-2017 l’Europa ha perso 2,7 miliardi di euro di dazi doganali non pagati. Le frodi sui dazi e sull’Iva, il contrabbando di merci non a norma danneggiano l’economia europea e l’aumento dell’e-commerce rischia di aggravare la situazione.

“Oggi le nuove sfide impongono di rendere più intelligenti le nostre norme doganali e di garantirne un migliore funzionamento per gli Stati membri, i cittadini e le imprese, per questo sono necessari un utilizzo dei dati più efficiente, strumenti e attrezzature migliori e una cooperazione più approfondita all’interno dell’Unione e con le autorità doganali dei paesi partner”, ha spiegato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Proprio per questo la Commissione europea ha lanciato un piano d’azione per rafforzare l’Unione doganale.

Bruxelles intende istituire un sistema di vigilanza intelligente, basata sul rischio, delle catene di approvvigionamento. Per fare questo verrà creato un nuovo centro analitico per la raccolta, l’analisi e la condivisione dei dati doganali che aiuti le autorità competenti a individuare i punti deboli alle frontiere esterne dell’Ue e a gestire le crisi future.

Sul fronte dell’e-commerce saranno rafforzati gli obblighi dei prestatori di servizi di pagamento e delle piattaforme di vendita online. Inoltre per agevolare le imprese sarà creato uno “sportello unico” che renderà più facile espletare le formalità alla frontiera in un unico portale.

Il commissario europeo durante la conferenza stampa è tornato anche a parlare del fondo “salva Stati”. “Ho ripetuto più volte che il lavoro fatto a Bruxelles sul Mes è stato togliere le condizionalità che erano nei programmi economici generali dello scorso decennio, quindi oggi questo prestito non è soggetto a condizionalità – ha dichiarato Gentiloni -. La decisione spetta ai singoli governi ma certamente l’Italia ha bisogno di migliorare il sistema sanitario. E certamente è tra i Paesi che possono avere un vantaggio maggiore rispetto ad altri visti i nostri tassi di interesse”.