Dalla sanità alla transizione verde: i programmi europei decurtati dai leader

Il primo ministro olandese Mark Rutte chiacchiera con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez durante il vertice. [EPA-EFE/FRANCISCO SECO / POOL]

Nel lungo negoziato del Consiglio europeo i capi di Stato e di governo hanno scelto di sacrificare alcune dei punti più innovativi della proposta della Commissione per garantire maggiori risorse alle capitali.

L’accordo raggiunto dal Consiglio europeo è una svolta storica, tuttavia per trovare un compromesso e soprattutto per garantire più risorse ai singoli Stati sono stati tagliati molti dei programmi su cui la Commissione Von der Leyen aveva scommesso. La presidente ha espresso rammarico per questa scelta, malgrado la soddisfazione per il buon esito delle trattative.

“I cittadini chiedono più solidarietà europea, più azione europea nella sanità pubblica, nella ricerca e nella digitalizzazione, nella gioventù e nella lotta storica contro il cambiamento climatico. I programmi chiave per raggiungere questi obiettivi sono stati notevolmente ridotti e hanno perso la maggior parte delle loro integrazioni nell’ambito della Next Generation Eu”, è il monito del Parlamento europeo che, pur accogliendo con favore l’accordo, promette di impegnarsi per garantire dei miglioramenti, anche a livello di budget, su programmi “orientati al futuro” che hanno subito un forte ridimensionamento come Horizon o InvestEu.

Salute

Malgrado la Commissione europea abbia invitato più volte i Paesi membri a una maggiore cooperazione in materia di salute, i leader europei dovendo scegliere a cosa rinunciare  hanno ritenuto di poter azzerare completamente i finanziamenti al programma Eu4Health per il quale la Commissione aveva previsto una dotazione di 7,7 dal Recovery Fund.

Il programma nelle intenzioni dell’esecutivo di Bruxelles dovrebbe portare un contributo significativo alla ripresa post Covid-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e promuovere l’innovazione nel sistema sanitario. Ma soprattutto dovrebbe colmare le lacune emerse durante la pandemia e far in modo che l’Europa si doti di strumenti adeguati per affrontare future emergenze sanitarie.

Ricerca

La scure del Consiglio europeo si è abbattuta anche su Horizon Europe, il programma per la ricerca scientifica. Prima dell’inizio del vertice si prevedeva che avrebbe ricevuto 13,5 miliardi e mezzo di euro dal Recovery Fund, ma alla fine si sono ridotti a 5 miliardi.

Nel corso del negoziato il budget di Horizon è stato tagliato più volte. I cambiamenti hanno spinto Paul Webb, funzionario della Dg Research e Innovation della Commissione europea, a dire su Twitter che trova “inquietante che il programma Horizon sembri la vacca da latte delle trattative”.

Dure critiche sono arrivate anche dalla Lega europea delle università di ricerca (Leru). Il segretario generale Kurt Deketelaere commenta ironico: “Una giornata storica per l’Ue: infatti i budget per la ricerca, l’innovazione e al salute sono stati macellati in un modo che non ha precedenti”.

Sostenibilità

I tagli decisi dai leader europei rischiano di avere ricadute negative anche sulla strategia green. La dotazione di InvestEu, il fondo per sostenere le piccole e medie imprese nel raggiungimento degli obiettivi climatici, passa dai 30,3 miliardi proposti originariamente a 5,6 miliardi.  Anche il Just Transition Fund, lo strumento individuato dall’esecutivo di Bruxelles per favorire la decarbonizzazione del Vecchio Continente, ha subito un forte ridimensionamento. Riceverà infatti solo 10 miliardi del fondo per la ripresa contro i 30 proposti dalla Commissione. Per accedere al denaro, i Paesi membri dovranno impegnarsi a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Gli altri tagli

L’accordo tra i leader dei 27 Paesi membri non risparmia neanche il Fondo agricolo per lo sviluppo rurale che passa da 15 a 7,5 miliardi. E ancora ReactEu, il programma destinato a potenziare i fondi di coesione territoriali, passa dai 50 miliardi della proposta di Michel del 10 luglio a 47,5 miliardi. Il programma di rafforzamento della risposta alle emergenze RescEu passa invece da 2 miliardi a 1,9 miliardi. I capi di Stato e di governo europei hanno deciso di sacrificare anche i fondi per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale, che vengono ridotti a 3,5 miliardi contro i 15,5 miliardi proposti dalla Commissione. Nessuna risorsa invece è stata destinata al Solvency Support Instrument, per il quale era prevista inizialmente una dotazione di 26 miliardi e che doveva servire a sostenere la ricapitalizzazione e la solvibilità delle imprese entrate in crisi a seguito della pandemia.