Dalla campagna di vaccinazione al patto sui migranti: le sfide della presidenza portoghese

Il primo ministro portoghese Antonio Costa. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ / POOL]

Il 1° gennaio 2021 il Portogallo ha assunto la presidenza semestrale di turno dell’Unione europea. Il coordinamento della campagna vaccinale contro il coronavirus, ma anche la prossima Politica agricola comune, la lotta ai cambiamenti climatici e la difficile negoziazione del Patto sull’immigrazione sono solo alcuni dei punti su cui dovrà lavorare.

Un’eredità pesante che beneficia del fatto che la Germania è riuscita a chiudere con successo alcuni dei principali dossier prima di cedergli il passo: dall’intesa sul Next Generation Eu, all’accordo con Londra e l’intesa sugli investimenti con Pechino.

“Abbiamo tre priorità fondamentali”, ha scritto il premier portoghese Antonio Costa nel suo messaggio di benvenuto. La prima è la “ripresa economica e sociale basata sui motori del clima e delle transizioni digitali”. La seconda è lo “sviluppo del pilastro sociale dell’Unione europea come base di fiducia che ci consenta di guidare le transizioni digitali e climatiche senza lasciare indietro nessuno”. Lo sviluppo del pilastro sociale sarà al centro del vertice che si terrà a Porto a maggio. Il terzo pilastro riguarda il “rafforzamento dell’autonomia strategica della Unione europea”.

La vaccinazione

Augusto Santos Silva, ministro degli Esteri, ha detto che il governo di Lisbona darà priorità “al pieno sviluppo della strategia dell’Ue di vaccinazione universale e gratuita”. Convincere i cittadini dell’Ue che le maschere e altre misure restrittive rimarranno essenziali per molti altri mesi sarà un’altra sfida da vincere.

Oltre che garantire il coordinamento nella risposta alla pandemia e nell’allentamento delle restrizioni imposte nell’ultimo periodo, Bruxelles dovrà porre le fondamenta per la costruzione dell’Unione europea della Salute, per ora infatti l’iniziativa, annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione, è poco più di una dichiarazione d’intenti. Le maggiori priorità sono tutelare le persone da gravi minacce sanitarie di carattere transfrontaliero, aumentare la disponibilità di farmaci e dispositivi medici e rafforzare i sistemi sanitari nei paesi dell’Unione europea.

La ripresa economica

Il Portogallo cercherà anche di garantire che il piano per la ripresa Next Generation EU, da 750 miliardi di euro, si trasformi in un investimento produttivo. “Riteniamo che gli ultimi sei mesi siano stati un periodo di grandi decisioni strategiche nell’Ue. La nostra responsabilità è quella di mettere in pratica queste decisioni e produrre risultati”, ha dichiarato Santos Silva in un’intervista al Financial Times.

Nei prossimi mesi i Parlamenti nazionali dovranno ratificare il pacchetto ed entro la fine di aprile i paesi dovranno presentare i loro piani di investimento alla Commissione europea. Inoltre Bruxelles dovrà preparare la sua strategia per finanziare il Recovery Plan.

Il pilastro sociale

Il Portogallo intende porre il pilastro sociale al centro dell’agenda Ue. “È importante dimostrare che parte dell’identità democratica dell’Europa non è solo un’economia di mercato, ma che ha anche una forte dimensione sociale, che siamo una democrazia liberale e socialmente avanzata”, ha sottolineato Santos Silva. “Questo è il miglior antidoto contro il populismo”.

La presidenza portoghese vuole affrontare questioni come l’uguaglianza di genere e la lotta alla discriminazione, nonché rafforzare le politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

La lotta ai cambiamenti climatici e la nuova Pac

Dopo aver concordato una riduzione delle emissioni almeno del 55% per il 2030, il Consiglio, la Commissione e il Parlamento dovranno negoziare il testo giuridico definitivo nel 2021. La lotta ai cambiamenti climatici e il Green Deal nel corso del 2021 dovranno assumere una dimensione sempre più concreta, tramite la definizione di obiettivi di medio e lungo periodo e lo sviluppo di nuove iniziative a favore della sostenibilità.

La nuova Politica agricola comune (2023-2027) sarà decisiva da questo punto di vista. Nei prossimi mesi gli Stati membri dovranno inviare alla Commissione europea i piani in cui definiscono come intendono adattare la loro produzione agricola agli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale della Pac.

Ue, le priorità della presidenza portoghese: diritti sociali e coesione

Lo sviluppo del modello sociale europeo sarà al centro del programma del governo portoghese, in vista del semestre di presidenza di turno dell’Ue che avrà inizio a gennaio. Appuntamento centrale sarà il vertice che si terrà a Porto nel mese …

Il Patto sull’immigrazione

Il dossier più spinoso tra quelli ereditati dalla presidenza portoghese è sicuramente quello del Patto sull’immigrazione e l’asilo. Le nuove misure proposte dalla Commissione mirano a migliorare le attuali procedure sull’asilo assicurando la condivisione delle responsabilità e la solidarietà tra Stati membri. Raggiungere un accordo su questo però sarà molto difficile. I Paesi di primo ingresso, come l’Italia, ritengono che la proposta di Bruxelles sia insufficiente, soprattutto perché non prevede un sistema di quote obbligatorie. Mentre i Paesi da sempre contrari alla cooperazione, come il gruppo di Visegrad o l’Austria, rifiutano l’idea di dover contribuire in “modo solidale”.

Nella tarda primavera Bruxelles prevede anche di presentare una strategia per una riforma dell’area Schengen per correggere le falle nella sicurezza alle frontiere esterne. A chiedere una revisione del Trattato era stato il presidente francese Emmanuel Macron, dopo gli attacchi terroristici in Francia e in Austria.

La riforma dell’Ets e gli accordo commerciali

Anche il settore dei trasporti sarà soggetto a diverse revisioni legislative nel corso dell’anno, soprattutto a partire dal mese di giugno, quando la Commissione europea presenterà le sue proposte per includere il trasporto marittimo nel sistema di scambio delle quote di emissione.

A Lisbona toccherà anche mettere in pratica l’accordo che aprirà il mercato cinese alle imprese europee e soprattutto tentare di colmare le lacune dell’accordo post Brexit siglato in extremis con Londra. Per il Regno Unito l’accordo lascia altre due grandi questioni in sospeso: il futuro dei servizi finanziari e la cooperazione in materia di dati e sicurezza.

Inoltre il Portogallo dovrà cercare di andare avanti sul dossier Mercosur. Dopo due decenni di  interruzioni e riprese dei colloqui, i negoziatori dell’Ue nel 2019 hanno stretto un accordo storico con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. L’accordo deve ancora essere ratificato dai 27 Stati membri dell’UE e la Francia nei mesi scorsi a espresso la sua contrarietà, di fronte ai drammatici incendi causati dalla deforestazione incontrollata in Amazzonia.  Numerose critiche si sono levate anche da parte di Ong e ambientalisti secondo i quali con questa intesa l’Ue si  rende complice delle devastazioni e delle crescenti violenze nei confronti delle comunità native. Nei prossimi mesi dovrebbero  proseguire anche i negoziati con l’India.

Infine, l’insediamento della nuova amministrazione Biden dovrebbe dare nuovo impulso alle relazioni transatlantiche e spetterà proprio a Costa, in qualità di presidente di turno del  Consiglio europeo, impostare il dialogo.