Dal superbonus alberghi ai sostegni alle imprese: tutte le misure del decreto Pnrr

Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. [EPA-EFE/MASSIMO PERCOSSI / POOL]

L’obiettivo del provvedimento è aiutare i ministeri a raggiungere gli obiettivi previsti per fine anno. Tra le misure previste: interventi contro il degrado urbano delle città, 2,4 miliardi per il turismo, più fondi per borse di studio e alloggi per gli studenti.

Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sul Recovery Plan (Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose). L’obiettivo, spiega Palazzo Chigi, è aiutare i ministeri a raggiungere altri 8 dei 51 milestone e target il cui conseguimento è previsto entro il 31 dicembre prossimo. Gli interventi finanziati vanno dalla rigenerazione urbana alle borse di studio. Un’attenzione particolare viene rivolta al settore turistico a cui andranno 2,4 miliardi e alla transizione digitale.

Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok anche a un disegno di legge delega sulla disabilità, che rientra tra le riforme e azioni chiave previste dal Pnrr. Tra le novità, l’istituzione del Garante nazionale delle disabilità.

Pacchetto Turismo

Il “pacchetto turismo” ammonta complessivamente a 2,4 miliardi, che saranno così divisi:

–   1.786 milioni per un Fondo nazionale del Turismo, che comprende sei diversi interventi:

  • 500 milioni: ecobonus all’80% e un contributo a fondo perduto fino a 100mila per la ristrutturazione degli alberghi, dall’efficienza energetica all’eliminazione delle barriere architettonica e la costruzione di piscine termali;
  • 98 milioni: per sostenere la digitalizzazione delle agenzie di viaggio e tour operator;
  • 500 milioni: per attivare un Fondo con la partecipazione Mef e Bei per l’ammodernamento delle strutture ricettive, interventi per la Montagna, sviluppo di nuovi itinerari turistici;
  • 358 milioni, destinati ad un Fondo di garanzia per sostenere il tessuto imprenditoriale e sviluppare nuove professionalità;
  • 180 milioni: fondo perduto e attivazione di un Fondo rotativo della Cdp per ammodernamento strutture, eliminazione barriere architettoniche, riqualificazione ambientale;
  • 150 milioni: per il Fondo nazionale per il Turismo, gestito con Cdp, per rafforzare strutture e valorizzare assets immobiliari.

I diversi interventi potranno avvalersi di una leva finanziaria in grado di ampliare il sostegno economico destinato agli operatori ed allargare così la platea dei beneficiari:

– 114 milioni per attivare il Digital Tourism hub, vale a dire una piattaforma digitale per aggregare on line l’offerta turistica nazionale;

– 500 milioni per il progetto Caput Mundi, vale a dire interventi per sostenere l’offerta turistica in vista del Giubileo.

Imprese e rigenerazione urbana

Il decreto Pnrr prevede la creazione di uno sportello unico digitale dove far confluire tutte le autorizzazioni per le Zone economiche speciali (Zes). Viene poi istituito un fondo rotativo per il sostegno alle imprese per interventi di riqualificazione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione digitale.

Il provvedimento prevede anche una semplificazione delle procedure per gli investimenti ferroviari e, sul fronte della rigenerazione urbana, stanzia 2,5 miliardi di euro, dal 2022 al 2026. L’obiettivo è quello di ridurre “l’emarginazione e le situazioni di degrado sociale, promuovere la rigenerazione urbana attraverso il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle strutture edilizie e delle aree pubbliche, nonché sostenere progetti legati alle smart cities”.

Istruzione

Il decreto prevede poi l’attuazione di una serie di riforme del pacchetto scuola e università. Le misure previste vanno dalla ristrutturazione degli alloggi per gli studenti universitari a un concorso per la progettazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale. Inoltre si prevedono nuovi finanziamenti per le borse di studio e percorsi di laurea interdisciplinari.

Digitalizzazione

Il decreto punta inoltre a ridurre il divario digitale. La novità più importante è l’istituzione del fondo “Repubblica Digitale”. L’obiettivo è quello di raggiungere il target previsto dall’Europa, con il 70% di cittadini digitalmente abili entro il 2026. Lo stanziamento previsto è di 4,27 milioni di euro per il 2022, 70 milioni di euro per il 2023, 70 milioni di euro il 2024 e il 2025, 35 per il 2026.

Il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, ha inoltre previsto una norma per permettere ai cittadini di iscrivere e gestire online il proprio domicilio digitale direttamente dall’anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), accedendo con SPID e CIE.

Il comitato per la spending review

Il decreto prevede anche l’istituzione di un comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa, presieduto dal Ragioniere generale dello Stato. Il comitato, a cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresentanti di Bankitalia, Istat, Corte dei conti, farà capo alla Ragioneria dello Stato.

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