Dal porto di Trieste alla stazione di Segrate: l’Ue finanzia 10 progetti italiani di trasporto sostenibile

Convogli Intercity di nuova generazione in Olanda. [EPA-EFE/VINCENT JANNINK]

L’Unione europea sostiene la ripresa economica in tutti gli Stati membri investendo 2,2 miliardi di euro in 140 progetti chiave nel settore dei trasporti, con lo scopo di completare i collegamenti mancanti e promuovere una trasformazione sostenibile. Presenti anche 10 progetti italiani.

L’Ue intende promuovere lo sviluppo della rete di trasporti europea, integrando i collegamenti già esistenti e creando nuovi posti di lavoro, finanziandoli tramite il meccanismo per collegare l’Europa (Cef). Con questi fondi, verranno realizzati gli obiettivi del Green Deal europeo.

Uno dei punti chiave del piano è il rafforzamento delle ferrovie, compresi i collegamenti transfrontalieri e con porti e aeroporti. Saranno anche potenziati i trasporti tramite le vie navigabili interne, così come i progetti di trasporto marittimo a emissioni zero.

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I progetti italiani

Tra i 140 progetti che riceveranno finanziamenti europei, ce ne sono anche dieci italiani. Di questi, otto valgono per il bando Cef Transport 2019 e gli altri due per l’iniziativa Transport Blending Facility. Un undicesimo, infine, include anche una città italiana (Venezia) all’interno della lista dei nove porti europei nei quali si intende passare ai carburanti alternativi, per un totale di quasi 3,5 milioni di euro di finanziamenti.

C’è poi il Channeling the Green Deal for Venice, uno studio per migliorare la gestione del traffico marittimo nella laguna veneta senza comprometterne l’equilibrio idrodinamico. Dall’Ue arriveranno per il progetto 849.500 euro.

Per il porto di Trieste si studia invece l’espansione del terminal container, uno dei più importanti per l’accesso all’Europa Centrale, e del relativo collegamento ferroviario. Sarà inoltre costruita una struttura per il gas naturale liquefatto (Gnl). Il finanziamento stanziato totale è di 3,2 milioni di euro.

Anche al porto di Napoli è prevista costruzione di un deposito costiero di Gnl, alternativa più ecologica al petrolio pesante come combustibile per il trasporto marittimo. Il finanziamento in questo caso è di 670.000 euro.

Saranno sviluppati in Italia i servizi Connected Its per migliorare le prestazioni del trasporto su strada. L’obiettivo è aumentare significativamente la sicurezza e l’efficienza nella gestione del traffico tramite l’impiego di sistemi informatici all’avanguardia. Il finanziamento previsto è di 1,2 milioni di euro.

Un progetto di collegamento via treno tra il terminal aeroportuale di Milano Malpensa e la Svizzera (Mxp-Nline) è a sua volta incluso tra i 140 finanziati dall’Ue. La volontà è quella di ampliare il bacino di utenza dell’aeroporto milanese attraverso la regolare rete ferroviaria. 63,4 milioni di euro sono stati assegnati per questi lavori.

Sempre a Milano si lavorerà sulla creazione dell’hub Porta Est, che comprende la stazione ad alta velocità di Segrate e il relativo collegamento alla linea metropolitana M4, attualmente in costruzione, presso la fermata di Milano Linate. Anche in questo caso l’obiettivo è di migliorare l’integrazione del trasporto aereo e ferroviario. Il finanziamento erogato ammonta a 1,25 milioni di euro.

Anche a Torino si lavora per l’integrazione del trasporto aereo e ferroviario, collegando la rete urbana all’aeroporto di Caselle e incoraggiando così i passeggeri a non utilizzare l’auto per raggiungerlo. Il finanziamento in questo caso è di 14,6 milioni di euro.

Il progetto Pass4Core-Ita mira a costruire 13 nuove aree di sosta per mezzi pesanti in tutta Italia. Un servizio elettronico sarà in funzione per fornire la posizione dei veicoli e migliorare così la sicurezza. Dall’Ue arrivano 5,5 milioni di euro.

Si lavora anche alla creazione di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici. Il progetto prevede la creazione di circa 6850 stazioni di ricarica, la maggior parte dei quali nelle aeree urbane. Alcuni saranno distribuiti anche su autostrade e strade suburbane, per garantire anche lo svolgimento di viaggi a medio e lungo raggio. Il finanziamento per questi lavori è di 8,2 milioni di euro.

Vi è infine un progetto che mira a implementare il sistema di gestione del traffico ferroviario di bordo europeo (Ertms B3) su 143 veicoli che operano sulle linee del Nord Italia. Aumenterà così la sicurezza del trasporto ferroviario nella regione. Saranno stanziati per questo obiettivo 7,15 milioni di euro.

Questi progetti sono stati selezionati tramite due bandi lanciati nel 2019: Cef Trasporti e Cef Transport Blending Facility. In entrambi i casi, la Commissione europea adotterà presto una decisione sul finanziamento. Gli accordi con i beneficiari saranno poi firmati entro gennaio 2021.

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Il piano di Bruxelles

La Commissaria europea ai Trasporti Adina Vălean ha dichiarato che “i 2,2 miliardi di euro di contributo dell’Ue a questa infrastruttura di trasporti aiuteranno ad avviare rapidamente la ripresa. Ci aspettiamo fino a 5 miliardi di euro di investimenti”.

“Il meccanismo per collegare l’Europa (Cef) è uno dei nostri strumenti principali per creare un sistema di trasporto resiliente, di vitale importanza ora e nel lungo periodo”, ha proseguito la commissaria.

Sono 55 i progetti sostenuti nell’ambito ferroviario della rete centrale transeuropea di trasporto (Ten-T). 1,6 miliardi di euro saranno investiti nel settore. Tra questi c’è Rail Baltic, che intende integrare gli stati baltici nella rete europea.

142 milioni di euro saranno investiti in 19 progetti che favoriscano il passaggio a combustibili più ecologici per i trasporti. Molti di questi riguardano la conversione delle navi per funzionare a gas naturale liquefatto (Gnl) e l’installazione delle infrastrutture relative nei porti.

Anche per il trasporto su strada saranno realizzate strutture per i combustibili alternativi: saranno installati 17.275 punti di ricarica per i veicoli elettrici sulla rete stradale e saranno distribuiti anche 355 nuovi autobus.

Altri nove progetti contribuiscono invece a un sistema ferroviario interoperabile nell’Ue tramite il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (Ertms), con cui si prevede di adeguare locomotive e binari al sistema europeo unificato di controllo dei treni, per un totale di 49,8 miliardi di euro.