Dal lavoro alle PMI: le quattro raccomandazioni di Bruxelles all’Italia

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen con il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Commissione Europea ha presentato oggi la propria strategia politica per il prossimo semestre. Oltre alle raccomandazioni generali, incentrate su sostenibilità, digitale ed equità sociale, sono state presentate anche quelle dedicate a ciascun Stato membro, compresa l’Italia.

La Commissione invita il governo italiano a prendere tutte le misure necessarie per sostenere l’economia e supportarne il rilancio. Fa appello però, là dove possibile, ad una certa prudenza in materia fiscale. Per la Commissione non va infatti dimenticato che nel medio termine sarà fondamentale assicurare la sostenibilità del debito italiano. Invita poi l’Italia a favorire gli investimenti, soprattutto quelli che riguardano il sistema sanitario e le infrastrutture legate ad esso. Per fare ciò, sottolinea Bruxelles, è necessario che ci sia un coordinamento tra le autorità regionali e quelle nazionali.

I provvedimenti fiscali non basteranno. Per la Commissione sono infatti necessarie anche immissioni di liquidità nell’economia reale, includendo, tra i beneficiari, piccole e medie imprese e lavoratori indipendenti. I progetti di investimento pubblico dovrebbero essere, per quanto possibile, applicati fin da subito e allo stesso modo si devono sostenere investimenti privati per velocizzare la ripresa economica. Questi dovranno essere concentrati sulla transizione verde e digitale e in particolare su una produzione pulita dell’energia, su ricerca e innovazione, su un trasporto pubblico sostenibile, sulla gestione di rifiuti e acqua e sul rafforzamento delle infrastrutture digitali.

La Commissione ritiene inoltre importante offrire agli italiani adeguati strumenti di protezione sociale, in particolare per i lavoratori atipici. L’impiego va sostenuto con misure flessibili e i lavoratori devono essere assistiti anche nei loro programmi di formazione, rafforzando il trasferimento di competenze con strumenti digitali.

Nell’ultimo e breve punto, la Commissione Europea affronta due degli atavici problemi del sistema Italia: giustizia e pubblica amministrazione. Secondo Bruxelles serve uno sforzo per rendere più efficienti le due “macchine”.