Croazia, completata con successo la valutazione per l’adesione a Schengen

Il primo ministro croato Andrej Plenković. [EPA-EFE/Virginia Mayo / POOL]

La Croazia ha completato con successo le 281 raccomandazioni della procedura di valutazione per l’adesione al protocollo Schengen. Il Paese ha “il pieno supporto dell’Ue” anche verso l’adesione all’euro, come scrive la presidente della Commissione europea su Twitter.

In seguito alla riunione informale dei ministri degli Interni Ue, la presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue e la commissaria Ylva Johansson hanno confermato che la Croazia ha completato le raccomandazioni del giugno 2015 per il processo di adesione a Schengen.

“I ministri hanno approvato la relazione della presidenza portoghese e della commissaria Johansson senza dibattito”, ha dichiarato il ministro degli Interni di Zagabria Davor Božinović. “Il nostro obiettivo ora è quello di preparare tutto il necessario perché il Consiglio dell’Ue adotti una decisione politica”.

La conferma è arrivata anche da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che su Twitter ha espresso il supporto dell’Ue verso l’adesione della Croazia a Schengen e all’euro.

Pressione sui vaccini

Venerdì 12 marzo la presidente von der Leyen aveva incontrato il primo ministro croato Andrej Plenković, principalmente per discutere della questione dei vaccini. Zagabria sta mettendo in atto il suo piano e ha ricevuto finora 430.000 dosi, delle 6,8 milioni che ha ordinato.

Il primo ministro Plenković ha dichiarato che si aspetta di ricevere almeno 1 milione di dosi entro l’inizio di maggio, per poter cominciare la stagione estiva con più cittadini vaccinati possibili. Il governo fa sapere anche che è tenuto un incontro tra il ministero della Salute e un produttore di vaccini cinese, in vista di una possibile futura fornitura.

Il primo ministro Plenković ha ribadito anche la volontà di partecipare all’iniziativa per un passaporto vaccinale che consenta la ripresa dei viaggi. Circa il 20% del Pil del Paese proviene dal turismo, perciò il premier pone il settore al centro delle priorità.

“È importante fare passi avanti [sul passaporto vaccinale], perché possa facilitare gli spostamenti e rimuovere una serie di restrizioni nazionali e divieti di viaggio”, ha dichiarato Plenković. Secondo lui, non è sufficiente trovare una soluzione tecnica che lasci la libertà ai singoli Stati di decidere se aprire o no, ma serve uno strumento che sia significativo.