Criptovalute, le nuove regole di Bruxelles: Libra dovrà ottenere l’autorizzazione per operare in Europa

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La Commissione europea ha proposto una nuova normativa per controllare le valute digitali e per evitare che iniziative private come il progetto Libra di Facebook minaccino la stabilità finanziaria. Il nuovo regolamento dovrà essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Le nuove regole obbligheranno gli operatori ad ottenere autorizzazioni dalle autorità di uno Stato membro per poter fornire i propri servizi in tutta la Ue, e fissano una serie di salvaguardie come i requisiti patrimoniali, la custodia delle attività, la procedura obbligatoria di gestione dei reclami a disposizione degli investitori e i diritti dell’investitore nei confronti dell’emittente. Le criptovalute sono viste come il “denaro del futuro”, perché offrono un sistema di pagamento quasi istantaneo con tasse molto basse. Tuttavia se non sono regolamentate possono facilitare comportamenti illeciti, come le attività di riciclaggio, e speculazioni.

Regole più rigide per gli stablecoin

Il nuovo regolamento proposto dalla Commissione stabilisce che gli emittenti di stablecoin, ossia criptovalute che a differenza del bitcoin hanno un prezzo stabile in quanto ancorato alle valute nazionali correnti dei Paesi, saranno soggetti a requisiti più severi in termini di vigilanza e diritti degli investitori.

I regolatori temono che queste criptovalute possano destabilizzare l’economia globale, soprattutto se sono potenzialmente in grado di raggiungere 2,7 miliardi di utenti in tutto il mondo, come il progetto Libra di Facebook. Nei giorni scorsi i ministri delle Finanze dei cinque Stati membri, tra cui l’Italia in una dichiarazione congiunta avevano chiesto che alle stablecoin non fosse consentito di operare nell’Ue fino a quando non fossero state affrontate le numerose sfide legali, normative e di vigilanza che queste valute virtuali pongono. “Siamo preoccupati dalle criptovalute – aveva spiegato il ministro francese Bruno Le Maire – e ci attendiamo che la Commissione pubblichi regole molto chiare e forti per evitarne l’abuso, per attività terroristiche o per riciclaggio. Vogliamo fissare un principio semplice: la Banca centrale europea è l’unica cui sia permesso emettere valuta”.

Criptovalute, l’Ue istituirà un ente di vigilanza europeo

L’Ue istituirà un nuovo collegio di vigilanza, che includerà le autorità nazionali ed europee, per la supervisione delle valute digitali “significative”, tra cui Libra di Facebook, secondo la proposta sulle criptovalute della Commissione europea vista da EURACTIV.

Il tanto atteso regolamento …

La vigilanza

In linea di principio la vigilanza spetterà alle autorità dello Stato membro in cui hanno sede i prestatori. Nel caso in cui la vigilanza sia suddivisa tra più autorità, spetterà agli Stati membri interessati designare un’autorità competente come punto di contatto. Gli emittenti di stablecoin saranno soggetti alla vigilanza dell’Autorità bancaria europea, poiché è probabile che questi strumenti comportino rischi significativi per la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori in molti Stati membri diversi.

“Il motivo per cui la Commissione non ritiene conveniente proibire criptovalute come Libra è che occorre garantire che l’Europa possa sfruttare al massimo le possibilità che le criptovalute hanno da offrire, mitigando i rischi per la protezione dei consumatori, l’integrità del mercato, la stabilità finanziaria, la trasmissione della politica monetaria e la sovranità monetaria”, si legge in una nota di Bruxelles. L’obiettivo è quindi “regolamentare l’innovazione standovi dentro, non standone fuori”.  I token ‘referenziati’ saranno soggetti ai requisiti minimi: l’emittente dovrebbe mantenere adeguati accordi di liquidità con i fornitori di servizi di attività che acquistano e vendono. I possessori avrebbero il diritto di recedere direttamente dall’emittente in caso di variazione significativa del valore. Nel caso in cui l’emittente interrompa le operazioni, devono esistere accordi contrattuali per garantire che eventuali proventi potenziali siano corrisposti ai detentori dei token. Le nuove regole proposte dalla Commissione dovranno essere approvate dal Consiglio e dal Parlamento Ue.