Corte dei conti Ue: la pandemia rischia di ampliare il divario economico tra gli Stati membri

Il presidente della Corte dei conti europea Klaus-Heiner Lehne (a destra) con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel (a sinistra). [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

Secondo un rapporto rilasciato dalla Corte dei  conti europea mercoledì 9 dicembre, la crisi del Covid-19 porta con sé il grande rischio di provocare un allargamento del divario economico tra gli Stati membri dell’Unione europea.

Per quanto le misure adottate abbiano generalmente contribuito a salvare posti di lavoro e imprese, l’impatto diseguale del Covid-19 sui singoli Stati e le loro diverse disponibilità economiche potrebbero evidenziarne le differenze e allargare la forbice tra gli Stati più e meno ricchi.

Dal rapporto emerge anche l’importanza delle misure europee, che sono un’occasione per promuovere le priorità dell’Ue, ma è necessaria un’attuazione coordinata per evitare rischi anche in questa applicazione.

Preoccupano la Corte i disavanzi di bilancio che si potrebbero generare negli Stati membri per finanziare le misure di ripresa, così come l’aumento di debito pubblico. La differente situazione economica dei Paesi potrebbe generare notevoli disparità anche sul piano della concorrenza.

“Le misure economiche adottate dagli Stati membri per rispondere alla crisi hanno salvato posti di lavoro e imprese, ma portano inevitabilmente a disavanzi di bilancio. La Corte ritiene che vi sia il rischio che ciò riduca la convergenza economica negli anni a venire”, ha affermato Ildikó Gall-Pelcz, il membro della Corte responsabile del documento di analisi. “Ritornare all’attuale disciplina di bilancio, o ideare nuove norme in materia, senza ostacolare la ripresa post-pandemia dei singoli Stati membri o la sostenibilità del debito costituirà una sfida per la governance dell’Ue”.

La Corte ha poi avvertito che lo strumento Next Generation Eu del valore di 750 miliardi di euro per una ripresa sostenibile non garantirà di per sé una crescita sostenibile e una convergenza negli Stati membri. L’efficacia del sostegno dipenderà dalla misura in cui si riuscirà a fronteggiare l’impatto della crisi e accrescere la capacità dei singoli Stati membri di sostenere la propria economia e attuare misure in modo appropriato.

Andando più a fondo nell’analisi, la Corte dei conti ha evidenziato alcune perplessità sul Recovery Plan e in particolare su Next Generation Eu. Tra queste, si sottolinea la mancanza di una quantificazione dei risultati attesi e dell’allocazione dei fondi ai vari obiettivi.

Inoltre, si ricorda che le misure di sostegno all’occupazione nel breve periodo tendono a supportare le imprese in difficoltà, ma potrebbero ritardare ristrutturazioni e rinnovamenti portando, di conseguenza, a un calo della produttività. Serve quindi introdurre misure di supporto fiscale per incoraggiare misure attive sul mercato del lavoro.