Coronavirus, le nuove chiusure delle frontiere mettono in difficoltà il trasporto merci

Un camion viene fermato per un controllo al Brennero. [EPA-EFE/GNEWS -- BEST QUALITY AVAILABLE]

L’Unione internazionale dei trasporti stradali mette in guardia dai rischi derivanti dalle nuove chiusure, dopo che la Germania e altri 7 Paesi hanno deciso di reintrodurre alcuni controlli alle frontiere.

Domenica 14 febbraio la Germania ha chiuso parzialmente le sue frontiere con la Repubblica Ceca e il Tirolo austriaco per prevenire il rapido aumento della diffusione delle varianti di coronavirus. Nei giorni precedenti anche Belgio, Norvegia (che non è membro dell’Ue ma è associata allo spazio Schengen), Spagna, Austria, Ungheria, Finlandia, Danimarca avevano comunicato alla Commissione europea di aver reintrodotto i controlli alle frontiere.

La decisione ha creato code e disagi lungo alcune delle principali arterie verso il Nord Europa. Nella giornata di lunedì 15 febbraio ci sono stati 40 chilometri di coda sull’autostrada del Brennero, dove ogni giorno transitano più di 7.000 camion merci.

Il rischio è che si vada incontro a ritardi nelle catene di fornitura, avverte l’Unione internazionale dei trasporti stradali (Iru)  “I camionisti, e i cittadini e le imprese europee che dipendono dalle merci che transitano in Europa, sono ancora una volta destinati a pagare un prezzo pesante per le incaute restrizioni anti-Covid che non esentano i lavoratori dei trasporti”, lamenta il segretario generale dell’Iru Umberto de Pretto.

De Pretto ha sottolineato che il rischio di trasmissione del virus da parte degli autisti del trasporto merci è minimo, dato che trascorrono lunghi periodi isolati nella cabina del loro camion. In una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen l’Iru aveva messo in guardia dal rischio che i test alle frontiere potesse generare ritardi o interruzioni nella fornitura di cibo e medicine.

Anche la Commissione europea ha criticato la decisione della Germania. “La paura delle mutazioni del coronavirus è comprensibile”, ha dichiarato la commissaria alla Salute Stella Kyriakides. “Ma la verità è che il virus non può essere fermato da frontiere chiuse”.

Henrik Hololei, il capo della direzione dei trasporti dell’Ue, giovedì 11 febbraio ha inviato una lettera all’Iru ribadendo il sostegno dell’esecutivo di Bruxelles alle cosiddette “corsie verdi”, che permettono ai conducenti di merci di passare i confini con controlli minimi. “Ricordiamo tutti la situazione di marzo, quando la chiusura scoordinata delle frontiere ha provocato scaffali vuoti, reazioni di panico e disperazione da parte dei consumatori e delle imprese”, ha sottolineato Hololei.

Un portavoce dell’esecutivo, rispondendo ad una domanda sulla decisione tedesca di chiudere le frontiere verso alcuni Paesi, ha annunciato che la Commissione europea invierà una lettera ai 27 Stati membri per sottolineare l’importanza di seguire le linee guida concordate sulle restrizioni ai viaggi e i controlli alle frontiere.

Le misure di sostegno per i trasporti

Per aiutare il settore dei trasporti, a far fronte alla crisi causata dalla pandemia, il Consiglio dell’Unione europea lunedì 16 febbraio ha adottato delle misure temporanee di sostegno come l’allentamento delle norme relative alle bande orarie negli aeroporti e l’estensione della validità delle patenti di guida.

Il Consiglio, attualmente presieduto dal Portogallo, ha adottato questi due regolamenti con procedura scritta al fine di alleggerire l’attuale peso sulle imprese di trasporto, sia aereo che stradale, ferroviario e fluviale.

Per quanto riguarda l’aviazione, questo include un alleggerimento dei requisiti per l’uso degli slot aeroportuali che, secondo il Consiglio, ha lo scopo di “proteggere le compagnie aeree ed evitare il danno ambientale che sarebbe causato dall’esecuzione di voli vuoti solo per mantenere gli slot per il prossimo anno”.

Le compagnie aeree avranno ora la possibilità di restituire il 50% delle loro serie di bande orarie prima dell’inizio della stagione estiva 2021, ma dovranno utilizzare almeno il 50% delle bande orarie rimanenti se desiderano mantenerle. Con gli atti adottati,  inoltre la Commissione può modificare il tasso minimo di utilizzo portandolo a un valore compreso tra il 30% e il 70% per rispondere in modo flessibile ai diversi livelli di traffico aereo.

La possibilità di restituire il 50% dell’intera serie di bande orarie si applica solo all’estate 2021. Tuttavia, le compagnie aeree dovranno restituire le bande orarie che non intendono utilizzare almeno tre settimane prima del volo previsto, così da permettere alle altre compagnie aeree di valersi di questa capacità inutilizzata.

Proroga dei documenti

Per quel che riguarda il trasporto stradale, ferroviario e per vie navigabili interne, nonché la sicurezza marittima il Consiglio ha previsto una proroga di 10 mesi la validità dei certificati, delle licenze e delle autorizzazioni con date di scadenza comprese tra il 1º settembre 2020 e il 30 giugno 2021.

Gli Stati membri che non necessitano di proroghe possono scegliere di rinunciarvi, ma dovranno comunque accettare i certificati, le licenze e le autorizzazioni la cui validità è stata prorogata in altri Stati membri.

Il testo approvato stabilisce anche che, se i rinnovi continueranno a non poter essere effettuati per un periodo più lungo, lo Stato membro interessato può chiedere alla Commissione l’autorizzazione per un’ulteriore proroga.