Coronavirus, cosa prevede la strategia europea per i vaccini

Un ricercatore al lavoro in laboratorio [Commissione europea]

Garantire un accesso tempestivo ed equo ai vaccini per gli Stati membri e la loro popolazione, guidando al tempo stesso lo sforzo di solidarietà globale. È questo l’obiettivo della strategia europea presentata mercoledì 17 giugno dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Bruxelles sta lavorando ad un summit globale previsto per il 27 giugno. “Esploreremo con i nostri partner internazionali la possibilità che un numero significativo di Paesi si accordino per mettere insieme risorse per prenotare congiuntamente i futuri vaccini dalle compagnie farmaceutiche”, ha spiegato Von der Leyen. I Paesi ad alto reddito agirebbero come un gruppo di compratori, facendo prenotazioni anticipate anche per i Paesi a basso reddito. “Quando si tratta di combattere una pandemia globale, non c’è posto per chi dice ‘prima io'”, ha sottolineato la presidente della Commissione Ue.

L’impiego di un vaccino proteggerà vite e mezzi di sussistenza e farà risparmiare miliardi di euro in Europa e nel mondo. Non c’è garanzia di trovare un vaccino, ma è la nostra migliore possibilità di superare questa pandemia e tornare al nostro normale stile di vita.

Tempi e modalità di finanziamento

Il piano europeo punta ad accelerare lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci, che di solito richiede circa 10 anni, in un arco di tempo compreso tra i 12 e i 18 mesi. Per fare questo sono necessari investimenti iniziali su larga scala ed è necessario assicurare grandi quantità di materie prime in modo che la produzione possa iniziare non appena si concludono i test clinici. Bruxelles mette a disposizione i 2,4 miliardi (all’origine erano 2,7 miliardi ma una parte del fondo è stata già spesa) dello strumento di sostegno alle emergenze per negoziare una serie di accordi con i produttori a nome dei Paesi membri. In cambio del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione finanzierà una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori, come aveva già annunciato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides. I finanziamenti erogati saranno considerati un acconto sui vaccini che saranno acquistati dagli Stati. Ulteriori finanziamenti saranno disponibili mediante prestiti della Banca europea per gli investimenti.

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La governance

La Commissione istituirà un comitato direttivo composto dai rappresentanti di tutti gli Stati membri. I diversi Paesi proporranno degli esperti che affiancheranno la Commissione nei negoziati. Per accelerare i tempi la Commissione sfrutterà al massimo la flessibilità offerta dal quadro normativo europeo: una procedura accelerata di autorizzazione, flessibilità in relazione all’etichettatura e all’imballaggio, deroghe temporanee a determinate disposizioni della normativa in materia di ogm.

La scelta dei vaccini si baserà sui seguenti criteri seguenti: solidità dell’approccio scientifico e della tecnologia, velocità di consegna su scala, costi, condivisione del rischio, responsabilità, copertura di diverse tecnologie, dialogo tempestivo con le autorità di regolamentazione dell’Ue, solidarietà globale, capacità di approvvigionamento grazie allo sviluppo delle capacità produttive in Europa. Tutti i vaccini in sperimentazione clinica sono in linea di principio ammissibili, fatto salvo per quelli prodotti esclusivamente negli Stati Uniti, perché Washington ha segnalato che non permetterà la vendita all’estero prima che le proprie esigenze siano soddisfatte.

Le trattative in corso

L’intesa europea sarà analoga a quella raggiunta con AstraZeneca da Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi per una fornitura che arriverà fino a 400 milioni di dosi del vaccino per il COVID-19 dell’Università di Oxford.

Intanto il presidente francese Emmanuel Macron martedì 16 giugno ha stretto un accordo con Sanofi. Il colosso farmaceutico ha annunciato un investimento di 610 milioni di euro per una nuova fabbrica vicino Lione, a sua volta il governo francese stanzierà 200 milioni di euro per finanziare le infrastrutture sul territorio.

La Germania invece parteciperà con una quota di 300 milioni al gruppo CureVac, considerato uno dei favoriti nella corsa al vaccino. Lo ha annunciato lunedì 15 giugno il ministro dell’Economia Peter Altmaier. Lo Stato avrà così una partecipazione del 23% attraverso la banca pubblica KFW.