Consiglio Ue: via libera all’accordo con la Cina per proteggere la mozzarella di bufala e le altre Igp

Il ministro dell’alimentazione e dell’agricoltura tedesco, Julia Kloeckner durante una conferenza stampa per la presentazione sel semestre di presidenza tedesco dell'Ue. [EFE/OMER MESSINGER]

Mentre i capi di Stato a di Governo erano ancora riuniti per deliberare su Recovery Fund e Quadro finanziario pluriennale, il Consiglio agricoltura e pesca ha autorizzato la firma dell’accordo tra l’Unione europea e il governo della Repubblica popolare cinese sulle indicazioni geografiche protette (Igp).

La decisione riguarda il primo accordo commerciale bilaterale significativo firmato tra l’Ue e la Cina, che garantirà la protezione di 100 indicazioni geografiche agroalimentari dell’Ue (“Indicazioni geografiche”) sul mercato cinese. La lista comprende celebri produzioni come il vino della Linguadoca, la vodka polacca o l’oliva di Kalamata. Le più numerose nell’elenco sono però le eccellenze italiane, che comprendono 26 alimenti e bevande Dop e Igp, tra cui la mozzarella di bufala campana.

D’altra parte, 100 prodotti cinesi saranno protetti nell’Ue, garantendo così il rispetto delle rispettive tradizioni e produzioni agro-alimentari.

Nel giro di quattro anni dopo la sua entrata in vigore, l’accordo prevede anche l’aggiunta di altre 175 denominazioni Ig da parte di ciascuna delle parti. Nell’accordo è poi previsto un meccanismo per garantire altre indicazioni geografiche anche successivamente.

L’accordo Ue-Cina fornirà quindi un’importante protezione dei diritti di proprietà intellettuale dei prodotti: esso tutelerà contro la traduzione, la trascrizione o la traslitterazione e contro l’uso delle indicazioni geografiche protette accompagnate da espressioni quali “genere”, “tipo”, “stile”, “imitazione” o simili in relazione a un prodotto non originario.

La protezione delle indicazioni geografiche risulta portare poi anche grandi vantaggi economici. Secondo uno studio della Commissione, un prodotto con indicazione geografica è venduto, in media, a più del doppio del prezzo rispetto a un prodotto simile non dotato di tale certificazione. Considerando dunque la potenzialità dell’enorme mercato cinese, in Commissione europea sono tutti convinti che l’accordo con la Cina andrà a beneficio dei produttori europei e dovrebbe essere un importante stimolo per le aree rurali in cui questi prodotti sono realizzati.

Arrivato il nulla osta del Consiglio, ora l’accordo dovrà essere approvato anche dal Parlamento europeo prima di poter entrare definitivamente in vigore. La data e il luogo per la firma finale non sono però stati ancora definiti.

Transizione verde e Pac

Un po’ come accade anche nel vertice tra capi di Stato e di governo, a tenere banco durante le discussioni interne al Consiglio, sono gli strumenti con cui realizzare principi più o meno accettati, almeno a parole. Ciò vale anche per gli obiettivi verdi legati all’agricoltura. Come ha sottolineato il ministro dell’alimentazione e dell’agricoltura tedesco, Julia Kloeckner, tutti sono concordi sulla riduzione delle emissioni, ma non si vuole allo stesso tempo sacrificare la competitività.

Il commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha poi sottolineato quanto tale transizione verde non debba gravare sulle aziende rurali europee. In questo senso dunque i nuovi fondi dedicati alla politica agricola comune (Pac) e alla pesca dovranno favorire la transizione anche dal punto di vista sociale.

Proprio la riforma della Pac è al centro del meeting tra i ministri dell’Agricoltura, unita all’implementazione della strategia Farm to Fork, che mira a rendere più sostenibile il sistema agroalimentare europeo entro il 2030.

Durante l’incontro la ministra italiana, Teresa Bellanova, ha richiesto “regole e politiche incentivanti” a livello europeo e, che gli obiettivi definiti nella Pac e in Farm to Fork non assumano la forma di raccomandazioni per Paese, come vuole fare la Commissione, ma di linee guida comuni decise a livello Ue. La ministra Bellanova ha inoltre ribadito la proposta italiana di creare un dei fondi di mutualizzazione per proteggere gli agricoltori contro i rischi di catastrofe climatica, la necessità di “regole chiare e armonizzate” sull’origine degli alimenti e la contrarietà a etichette nutrizionali come nutri-score.

Per avere però passi concreti verso la riforma della Pac e l’implementazione di tutti i programmi ad essa collegati, non si potrà che attendere il risultato del negoziato su Recovery Fund e Quadro finanziario pluriennale (Qfp).