Confindustria Italia e Olanda in pressing sui frugali: “Il Recovery Fund deve includere sovvenzioni”

Il Recovery Fund non può essere basato solo su prestiti. A ribadirlo sono Confindustria  e la sua omologa olandese VNO-NCW, che inviano un chiaro messaggio ai cosiddetti Paesi frugali, Olanda in testa. Mentre continuano gli incontri bilaterali tra i capi di Stato e di governo dei diversi Paesi  europei, le due federazioni degli industriali firmano una dichiarazione congiunta per esprimere il loro sostegno al piano di ripresa da 750 miliardi presentato dalla Commissione europea. Il messaggio arriva alla vigilia dell’incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier olandese Mark Rutte.

L’Unione europea e i suoi Stati membri saranno in grado di gestire la sfida senza precedenti del Covid-19 solo se dimostreranno coesione e unità profonde”, si legge nella nota.

“Siamo a favore della solidarietà sotto forma di sovvenzioni e prestiti che aiuteranno le regioni e i settori più impattati, a condizione che vi sia pieno impegno nella responsabilità di bilancio”, aggiungono, sottolineando che il Recovery Plan e il Recovery and Resilience Facility dovranno aiutare i Paesi a realizzare le priorità di riforma e a rilanciare gli investimenti, per raggiungere una maggiore coesione.

L’essenziale è che il Consiglio trovi un accordo entro l’estate in modo da garantirne l’entrata in vigore del piano entro il 1° gennaio 2021. “Le ingenti risorse dell’Ue per la ripresa non devono essere utilizzate dagli Stati membri per aumentare in maniera inefficiente la spesa pubblica o il debito pubblico nazionale a spese delle generazioni future. L’unico modo per procedere è promuovere la crescita economica e la creazione di posti di lavoro”, precisano le due federazioni degli industriali.

Il mondo dell’impresa ha bisogno di un impegno forte e chiaro da parte dei leader politici europei per rafforzare il mercato unico, dicono Carlo Bonomi  e il suo omologo olandese Hans de Boer, ricordando che all’inizio della crisi, alcuni Stati membri hanno limitato il funzionamento del mercato unico senza tenere conto delle conseguenze in altre parti dell’Ue.

Per quanto riguarda l’idea di finanziare il bilancio europeo con l’introduzione di risorse proprie gli industriali mettono in guardia dal rischio che questo comporti nuovi oneri per le aziende.

In un messaggio al governo olandese De Boer sottolinea che l’Olanda ha tutto l’interesse a sostenere il Recovery Fund. I Paesi Bassi guadagnano più di un terzo del reddito nazionale attraverso il commercio internazionale, ricorda la confindustria olandese. Germania, Belgio e Regno Unito sono partner commerciali fondamentali, ma anche Italia e Spagna.  Dalle esportazioni verso questi due Paesi l’Olanda guadagna 60 miliardi di euro l’anno. Inoltre gli effetti della crisi negli Stati membri più colpiti dalla pandemia avranno ricadute sulla domanda e l’offerta di importazioni e di conseguenza anche sulle economie degli Stati meno colpiti come i Paesi Bassi.