Commissione Ue, nessun “vincolo green” per gli aiuti di Stato

La vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Margrethe Vestager. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

E così, secondo la Commissione UE, le grandi aziende che ricevono risorse di emergenza, nell’ambito della normativa appena aggiornata sugli aiuti di Stato, dovranno riferire su come utilizzano il denaro dei contribuenti, ma non saranno obbligate a spenderlo per rendere le loro operazioni più ecologiche, secondo le nuove regole pubblicate l’8 maggio.

La Commissione ha sospeso a metà marzo le sue norme normalmente rigorose in materia di aiuti di Stato, approvando finora oltre 1,9 trilioni di euro di regimi nazionali durante la pandemia

Secondo il regime aggiornato dell’UE, il sostegno verrà “con dei vincoli”, compreso il divieto di distribuire dividendi e bonus ai manager delle società che ricevono sostegno finanziario, ha detto Margrethe Vestager.

Ma non ci saranno requisiti ecologici specifici – solo l’obbligo di riferire su come il denaro dei contribuenti viene utilizzato, aggiungendo: “Per la trasparenza pubblica (ribadisce Vestager), le grandi aziende devono anche riferire sull’utilizzo degli aiuti ricevuti e sul rispetto delle loro responsabilità legate alle transizioni verdi e digitali”.

Attualmente, i governi dell’UE non hanno l’obbligo di imporre condizioni ecologiche sui fondi di salvataggio offerti alle aziende in difficoltà. Ma naturalmente possono farlo. Alcuni Stati membri hanno infatti deciso di imporre condizioni ecologiche per il sostegno alle imprese in difficoltà.

Altri, invece, non l’hanno fatto. Ad Air France, ad esempio, è stato detto di cancellare i voli nazionali che sono in concorrenza con le ferrovie, secondo i termini di un accordo di salvataggio concordato la scorsa settimana con il governo francese.

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha riconosciuto questi rischi, affermando che le “enormi differenze” negli aiuti alle imprese in difficoltà rischiavano di aggravare le disparità economiche all’interno del blocco dei 27 membri: “Dobbiamo sostenere i valori europei e la necessità di condizioni di parità per poterci riprendere da questa crisi”, ha ammesso Vestager.

“Questo è anche il motivo per cui è necessario molto più del controllo degli aiuti di Stato. Abbiamo bisogno di un piano di ripresa europeo che sia verde e digitale e che vada a beneficio di tutti i consumatori europei”.

Certo, si poteva forse sfruttare meglio l’occasione delle risorse di salvataggio, per chiedere un maggior impegno ‘verde’ alle aziende.