Come spendere i fondi del Recovery Fund. Le proposte degli enti locali

Antonio Decaro agli Stati Generali a Villa Doria Pamphilj. EPA-EFE/GIUSEPPE LAMI

Come è noto, dopo quattro giorni di discussioni, il Consiglio europeo ha concordato un piano di sostegno alla ripresa economica di 750 miliardi di euro, all’interno del quale l’Italia beneficerà di circa 80 miliardi in sovvenzioni, per un trasferimento fiscale netto di circa 30 miliardi. Gli enti locali, tramite l’Anci, chiedono fondi per scuole, strade, banda larga e contrasto alla povertà.

Come ha spiegato Silvia Merler su questo giornale, la pandemia di COVID-19 “dal punto di vista economico, rischia di innescare una ripresa asimmetrica che potrebbe compromettere quella convergenza faticosamente raggiunta negli ultimi anni. La capacità di spendere per mitigare gli effetti economici della crisi varia significativamente, all’interno dell’Eurozona, in base alle condizioni macroeconomiche preesistenti”.

L’Ufficio parlamentare di bilancio, organo indipendente che vigila sui conti pubblici, ha stimato che all’Italia spetteranno sei miliardi di contributi in più rispetto a quanto annunciato immediatamente dopo l’accordo raggiunto sul Recovery Fund dal Consiglio europeo. L’Italia riceverà dunque non 81,4, ma 87,4 miliardi di euro.

Enrico Letta ha lanciato la proposta di utilizzare le risorse del Mes per aiutare i piccoli comuni ad attrezzarsi con una sanità capillare ed efficiente ma sembra che la maggioranza di Governo italiano non riesca a trovare un accordo sulla questione. Ad ogni modo, le risorse mobilitate dovranno servire in larga misura proprio ai comuni e agli enti locali in generale. Questo, almeno, è quanto auspicato già all’indomani dell’accordo da Apostolos Tzitzikostas, presidente del Comitato europeo delle Regioni (CdR): “Il bilancio del’Ue e il Recovery plan devono ora essere rapidamente messi al servizio delle persone nelle regioni, nelle città e nei paesi in tutta Europa. È fondamentale investire i fondi Ue dove sono necessari e trarre il massimo da ogni euro”.

“Tutti noi – istituzioni dell’Ue, governi nazionali, regionali e locali – condividiamo ora la responsabilità di mettere in moto tutti gli strumenti disponibili per i nostri cittadini e le nostre imprese”, ha spiegato Tzitzikostas, sottolineando che questo “richiede una vera partnership tra tutti i livelli di governance. Dobbiamo evitare un’eccessiva centralizzazione che minerebbe l’impatto di queste misure eccezionali”.

Sulla stessa linea il presidente dell’Anci Antonio Decaro: “I Comuni possono essere alleati fondamentali del governo nella gigantesca opera di rilancio che le risorse straordinarie del Recovery fund consentono. Un’opera gigantesca per la quale possiamo e vogliamo fare la nostra parte”, ha osservato il presidente dell’Anci. “Lo dimostra il volume di investimenti pubblici che sono partiti dai comuni e dalle città metropolitane: il 24,4 per cento nel 2019, un quarto del totale”.

Decaro ha auspicato che il governo acceleri l’iter burocratico per l’erogazione dei finanziamenti. “A volte tra il via libera e l’arrivo delle risorse nelle nostre casse trascorrono mesi, anche un anno: tempo perso in una serie di passaggi tra decreti ministeriali e programmazione delle regioni”, ma “Bisogna assolutamente evitare che succeda anche questa volta. In questi mesi abbiamo dimostrato che si può fare. Con le risorse per l’emergenza alimentare o quelle per i centri estivi, stanziati, destinati e immediatamente arrivati all’obiettivo”.

Sostenibilità, banda larga, contrasto alla povertà nei Comuni, Investimenti per 4 miliardi di euro nelle Province: Sono queste le richieste dei sindaci e degli enti di area vasta formalizzate alla prima riunione del Ciae (Comitato interministeriale affari europei) ossia la cabina di regia che dovrà indirizzare le risorse del Recovery Fund. Le Province e le Città metropolitane chiedono almeno 4 miliardi per un piano d’investimenti 2020-2022 sulla modernizzazione e messa in sicurezza delle 7.400 scuole superiori e dei 130 mila chilometri di strade.
Le proposte sono già state presentate in cabina di regia dal rappresentante dell’Upi, Luca Menesini, presidente della provincia di Lucca.