Coesione, Corte dei conti Ue: il finanziamento basato sulla performance non è ancora una realtà

L'edificio della Commissione europea. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Corte dei conti europea ha pubblicato un report riguardo il finanziamento basato sulla performance nella politica di coesione europea, da cui si evince che l’orientamento dei finanziamenti verso i progetti che ottengono i risultati migliori non è ancora una realtà.

L’audit lanciato dalla Corte dei conti per il periodo 2014-2020 ha avuto lo scopo di verificare in che modo la Commissione Ue e gli Stati membri hanno fatto uso dei nuovi strumenti per il finanziamento basato sulla performance introdotti proprio in quel periodo

L’Unione europea persegue gli obiettivi della politica di coesione cofinanziando gli investimenti negli Stati membri. In questo settore, un finanziamento basato maggiormente sui buoni risultati potrebbe far confluire i fondi verso le misure più efficaci.

Un regolamento per il periodo 2014-2020 ha introdotto tre strumenti che forniscono incentivi finanziari agli Stati membri per ottimizzare l’utilizzo di questi finanziamenti. In base a questo regolamento, era necessario definire condizioni ‘ex ante’ che garantissero un uso efficace dei fondi.

È stata inoltre istituita una riserva di performance da 20 miliardi di euro (6% della spesa per la coesione), da assegnare in base all’attuazione efficace dei programmi nel 2019. Infine sono stati introdotti modelli di finanziamento basati sulla performance, con lo scopo di subordinare il sostegno finanziario dell’Ue al conseguimento di risultati.

“Abbiamo constatato che l’introduzione del quadro di riferimento dell’efficacia dell’attuazione per il periodo 2014-2020 ha contribuito a cambiare la cultura della gestione finanziaria nella politica di coesione”, ha dichiarato Ladislav Balko, il membro della Corte dei conti responsabile della relazione.

“Abbiamo però riscontrato che non esiste ancora un collegamento chiaro tra i finaziamenti e la performance dei programmi nel settore della coesione. Anche se i nuovi strumenti hanno condotto a nuovi approcci nell’attuazione, non hanno modificato in modo significativo le modalità con cui i fondi Ue sono assegnati ed erogati”, ha proseguito.

La Corte ha formulato una serie di raccomandazioni alla Commissione per futuri miglioramenti. Le condizioni abilitanti, che hanno sostituito quelle ‘ex ante’, dovranno essere usate al massimo delle potenzialità per il periodo 2021-2027, mentre una revisione dovrà essere preparata entro la metà del periodo.

Nell’audit della Corte, si specifica che i fondi per il periodo 2021-2027 verranno erogati in contemporanea con Next Generation Eu, che saranno a loro volta basati sulla performance e pertanto potranno beneficiare dell’esperienza pregressa raccolta nel periodo 2014-2020.