Cassa integrazione, Gentiloni: “Si può immaginare uno Sure 2 ma non ora”

Il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

Restano ancora da allocare oltre 10 miliardi e in questo momento un’ulteriore emissione di debito comune non sarebbe possibile, ha spiegato il commissario all’Economia, durante un seminario promosso dall’Ufficio italiano del Parlamento Ue.

Il rifinanziamento del fondo Sure, auspicato dalla Confederazione dei Sindacati europei (Etuc), si può immaginare ma oggi è tecnicamente impossibile, ha spiegato il commissario europeo Paolo Gentiloni durante il seminario online “L’Unione europea a sostegno dei lavoratori: il programma Sure”.

Le risorse dello Sure già operativo non sono ancora esaurite, ricorda Gentiloni e oggi è tecnicamente impossibile farne un altro perché “non c’è il margine per fare un’ulteriore emissione di debito comune sui mercati”. La discussione si potrà forse affrontare alla fine della primavera prossima. Finora sono 17 i Paesi hanno chiesto di attingere ai prestiti di questo programma. I principali beneficiari saranno: Italia, Spagna, Polonia, Belgio, Romania e Portogallo.

Con l’approvazione di questo fondo a sostegno degli schemi nazionali per salvare l’occupazione l’Ue è riuscita a portare a conclusione una proposta di cui si discuteva da una decina d’anni. La prima emissione è stata un successo dal punto di vista dei mercati finanziari e “questo è molto importante per quello che verrà”, ha sottolineato Gentiloni. Questo programma ha attenuato l’impatto sociale della crisi, ma “non possiamo illuderci che lo elimini”, ha continuato l’ex premier.

Il reale impatto occupazionale dell’emergenza in questo momento non è rappresentato né dal tasso di occupazione, né da quello di disoccupazione, ha spiegato il viceministro all’Economia Antonio Misiani. L’indicatore più realistico è l’andamento delle ore lavorate che è in drastica riduzione. Nella nota di aggiornamento del Def si stima che nel 2020 si riduca del 9,5%. L’approvazione del programma Sure “è un successo italiano, non solo perché l’Italia sarà il principale beneficiaro con 27,4 miliardi ma anche perché è una battaglia che abbiamo intrapreso con convinzione dal punto di vista politico”, ha sottolineato Misiani.

Sure si è rivelato uno “strumento di fondamentale importanza per rendere sostenibili e proseguire nelle misure eccezionali di sostegno al reddito” e “sarà utilizzato per compensare i costi sostenuti degli interventi inseriti nei decreti emergenziali che il governo ha varato a partire da marzo 2020”, ha evidenziato la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo.

Questo strumento così come l’intero pacchetto del Next Generation Eu secondo il vicepresidente di Forza Italia e Antonio Tajani sono il segno di un cambio di passo in Europa e di un’Ue che “finalmente si è dimostrata solidale”.  Questo programma ha un “senso politico forte se si inserisce nel quadro del Recovery Plan” ha affermato il capodelegazione Pd Brando Benifei, che è tornato anche sul tema delle risorse proprie, “necessarie perché ci sia una prospettiva e per rendere sostenibile nel tempo il debito comune”. Secondo l’eurodeputata Daniela Rondinelli (M5S) Sure dovrebbe diventare uno strumento permanente.

A chiedere misure di sostegno strutturali è anche il sindacato. “Bisogna pensare a riforme strutturali, in Italia e in Europa – ha dichiarato l segretario generale della Cgil, Maurizio Landini – Mi auguro che Sure apra ad una discussione su uno strumento europeo di sostegno al reddito per la disoccupazione e politiche attive fondate sulla formazione. Oltre agli ammortizzatori sociali abbiamo bisogno di creare lavoro”.

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