Caro bollette, Francia e Spagna spingono per una risposta europea. Anche l’Italia è d’accordo

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire e la collega spagnola Nadia Calvino. [Eu Council Press]

Madrid e Parigi premono per creare una piattaforma europea per l’acquisto del gas naturale. La proposta è accolta con favore anche da Roma.

Davanti all’impennata dei prezzi dell’energia, “l’importante è assicurare coordinamento tra i diversi Paesi, rispondere ai problemi posti soprattutto per le famiglie più vulnerabili e le Pmi, e farlo con misure mirate e temporanee e che non possano contraddire la strada verso la transizione ecologica”, ha detto il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, entrando all’Eurogruppo a Lussemburgo. La proposta della Commissione per mitigare gli effetti dei rincari arriverà entro fine mese, ha spiegato Gentiloni.

“Penso che gli elementi temporanei siano ancora predominanti nel livello di inflazione, questo è il consenso generale che condivido, ma dovremmo monitorarlo molto seriamente e accuratamente”, un tasso del “3,4% non era esattamente previsto”, ha aggiunto il commissario europeo. Bruxelles, ha sottolineato, crede ancora che “l’inflazione scenderà di nuovo nel 2022” e conta sulle “analisi e le stime della Bce”.

L’aumento dei prezzi dell’energia sta diventando un problema per gran parte dei Paesi europei e rischia di pesare anche sugli obiettivi del Green Deal, che come ha sottolineato il commissario Gentiloni “non è il problema ma una parte importante della soluzione”.

Diversi Stati membri hanno già adottato delle misure per mitigare l’impatto dell’aumento in bolletta. I ministri francesi dell’Economia e dell’Ecologia, Bruno Le Maire e Barbara Pompili, nei giorni scorsi hanno scritto al presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, e alla Commissione Ue per chiedere una maggiore cooperazione tra gli Stati membri davanti al caro-prezzi e una revisione del funzionamento del mercato europeo del gas e dell’elettricità.

Parigi chiede un “riesame approfondito” del funzionamento dei mercati energetici per migliorare la trasparenza e determinare le ragioni per cui “gli attuali contratti sul gas sono insufficienti a garantire che il gas sia disponibile in buone quantità in Europa”. Sul medio-lungo termine, i due ministri hanno chiesto anche la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico in Ue e di ridurre il più rapidamente possibile la dipendenza da Paesi esportatori di gas come la Russia.

Francia e Spagna premono per creare una piattaforma europea per l’acquisto del gas naturale e il rafforzamento delle riserve strategiche. La proposta è accolta con favore anche da Roma.

“Quello che vediamo è un’impennata senza precedenti dei prezzi dell’energia”, ha dichiarato la ministra delle Finanze spagnola Nadia Calvino ai giornalisti, entrando all’Eurogruppo. “Questo non è un problema che possiamo affrontare a livello nazionale, abbiamo bisogno di una risposta europea coordinata. Abbiamo imparato attraverso la negoziazione della fornitura di vaccino che siamo più forti quando parliamo con una sola voce”.

La Francia ha insistito anche sulla necessità di scollegare il prezzo dell’elettricità da quello del gas. “Il mercato europeo dell’energia ha un vantaggio fondamentale: assicura la fornitura di energia ovunque in Europa. Ma ha anche un grande svantaggio: l’allineamento dei prezzi dell’elettricità con i prezzi del gas”, ha spiegato Le Maire. Secondo il ministro dell’Economia francese questo legame crea un “vicolo cieco” per la transizione dell’Europa verso le fonti di energia rinnovabili.

Secondo Le Maire i politici dovrebbero spiegare agli elettori che la lotta contro il cambiamento climatico comporterà un aumento a lungo termine dei costi energetici. “Per anni, non per mesi, dovremo affrontare un aumento dei prezzi, perché c’è bisogno di più elettricità e c’è un legame tra elettricità e gas”, ha sottolineato. “C’è anche la necessità di investire di più nelle fonti rinnovabili e forse nelle centrali nucleari”.