Bruxelles lancia un’iniziativa per superare l’egemonia del dollaro a livello mondiale

La Commissione europea ha lanciato la sua iniziativa per superare l'egemonia mondiale del dollaro alla vigilia dell'insediamento del nuovo presidente Usa Joe Biden. [Alyssa Pointer/EPA/EFE]

Alla vigilia dell’insediamento di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti, la Commissione europea lancerà una nuova offensiva per promuovere l’uso della moneta unica dell’Ue a livello globale, con l’obiettivo di affrontare le vulnerabilità dei mercati finanziari, considerati “troppo dipendenti” dal dollaro Usa.

L’iniziativa sarà definita in una “comunicazione” della Commissione europea che sarà adottata martedì (19 gennaio) ed è stata vista da EURACTIV.

Secondo la bozza del documento, che è ancora soggetta a modifiche, “la Commissione si rivolgerà ai partner dei paesi terzi per promuovere l’uso dell’euro, il suo status come valuta di riferimento internazionale nei settori del commercio, dell’energia e delle materie prime e rafforzare l’attuazione e l’applicazione della politica sanzionatoria dell’Ue”.

Non è la prima volta che la Commissione cerca di potenziare il ruolo internazionale dell’euro. All’indomani delle sanzioni statunitensi del 2018 contro l’Iran che avevano colpito anche le imprese europee, l’esecutivo dell’Ue aveva concluso  che avrebbe dovuto ridurre la sua dipendenza dal sistema finanziario internazionale basato sul dollaro.

Autonomia strategica aperta

L’impatto della pandemia Covid-19 ha aggiunto nuovo slancio a questa priorità, poiché l’Ue sta cercando di rafforzare la sua autonomia strategica nei settori critici.

“La presente comunicazione illustra come l’Ue possa rafforzare la sua autonomia strategica aperta promuovendo il ruolo internazionale dell’euro, rafforzando le infrastrutture dei mercati finanziari dell’Ue, migliorando l’attuazione e l’applicazione dei regimi sanzionatori dell’Ue e aumentando la resistenza dell’Ue agli effetti dell’applicazione illegale extraterritoriale di sanzioni unilaterali da parte di paesi terzi”, si legge nel documento.

Il nuovo tentativo della Commissione di posizionare l’euro rispetto al dollaro arriva alla vigilia dell’insediamento del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un momento in cui l’Ue vuole ristabilire le relazioni transatlantiche dopo un periodo tumultuoso di quattro anni sotto la guida di Donald Trump.

Lunedì 18 gennaio i ministri delle Finanze dell’Ue hanno discusso il futuro delle relazioni bilaterali in materia finanziaria e monetaria con l’ex Segretario del Tesoro statunitense Larry Summers.

“Il professor Summers ha parlato della sua convinzione che sta per iniziare una nuova era di ‘apertura transatlantica’”, ha detto il commissario per l’economia dell’Ue Paolo Gentiloni dopo la videoconferenza.

“Credo certamente che ci sia una convinzione condivisa nell’Ue e a Washington che dobbiamo cogliere questa opportunità per rilanciare e rinnovare le relazioni transatlantiche dopo gli anni passati, spesso difficili”, ha aggiunto.

15 azioni chiave

Nella comunicazione della Commissione si afferma che la pandemia ha messo a nudo le “vulnerabilità del sistema finanziario internazionale dominato dal dollaro”.

“I mercati finanziari globali dipendono troppo dal dollaro per attenuare le tensioni finanziarie e i rischi per la stabilità. Il crollo delle valutazioni delle imprese dell’Ue durante la crisi ha aumentato il rischio di acquisizioni predatorie di alcune imprese strategiche dell’Ue, con il rischio di perdita di know-how tecnologico e di perturbazioni in una serie di catene di valore”, si legge nella bozza del documento.

La Commissione ritiene inoltre che un ruolo più forte dell’euro porterebbe “una maggiore stabilità sistemica” in quanto diversificherebbe il regime valutario globale e potrebbe ridurre gli shock legati alle decisioni di politica monetaria.

Per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e l’autonomia strategica dell’Ue, l’esecutivo europeo propone 15 azioni chiave, tra cui proposte di lunga data come il completamento dell’unione bancaria e il progresso dell’unione dei mercati dei capitali.

La Commissione ha insistito ancora una volta sullo sviluppo di derivati su materie prime e prodotti di base denominati in euro per l’energia e le materie prime. E ha aggiunto che faciliterà la creazione di indici di riferimento denominati in euro e di sedi di negoziazione per i nuovi mercati dell’energia, come l’idrogeno.

Nell’ambito della sua offensiva, la Commissione promuoverà gli investimenti denominati in euro e faciliterà l’uso della moneta unica come valuta di fatturazione e denominazione attraverso dialoghi, workshop e indagini con gli operatori finanziari, le autorità di regolamentazione, gli investitori istituzionali e altri attori pubblici e privati.

Per quanto riguarda il sistema internazionale delle sanzioni economiche, l’esecutivo dell’Ue vuole condurre una “analisi approfondita” delle vulnerabilità dell’Ue per quanto riguarda “l’applicazione illegale di sanzioni unilaterali extraterritoriali da parte di paesi terzi”.

Questa mossa mira ad evitare episodi come il disordine causato dalle sanzioni statunitensi contro l’Iran quando Swift ha deciso di seguirle. Il fornitore di servizi di messaggistica finanziaria con sede in Belgio, attore centrale nei pagamenti transfrontalieri, ha sospeso l’accesso ai suoi servizi per le banche iraniane, causando gravi problemi alle aziende europee che cercano di interagire con il Paese.

Inoltre, la Commissione ha dichiarato che analizzerà se le potenziali acquisizioni di società europee da parte di stranieri potrebbero portare all’applicazione illegale di sanzioni extraterritoriali da parte di paesi terzi.

“Un tale risultato potrebbe quindi mettere in pericolo la capacità dell’azienda target dell’Ue di mantenere le infrastrutture critiche nell’Ue, o di garantire la sicurezza e la continuità della fornitura di input critici nell’Ue”, dice il documento.

In tal caso, in presenza di una possibile minaccia per la sicurezza e l’ordine pubblico dell’Ue, la Commissione emetterà un parere alle autorità dello Stato membro che potrebbe bloccare gli investimenti esteri.