Breton: “Il Recovery Plan deve aiutare il settore turistico”

Il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

Il bilancio europeo e il piano di ripresa dal Covid-19 dovrebbero essere usati per aiutare il settore turistico a “emergere più resiliente per affrontare le crisi future”, ha dichiarato il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton.

Il commissario Breton, parlando in videoconferenza a un forum internazionale sull’istruzione, l’impiego e la formazione nel settore turistico, ha detto che la pandemia potrebbe fungere da “acceleratore del cambiamento” nell’ambito del turismo.

A tal fine, l’industria, le autorità pubbliche, i partner sociali e i fornitori di educazione e commercio dovrebbero allearsi, ha detto Breton, aggiungendo che “non dovremmo mettere da parte una visione a lungo termine su come avere un turismo resiliente”.

I 1.800 miliardi di euro previsti tra bilancio e Recovery Plan per i prossimi sette anni contengono una parte che dovrà essere usata per il settore turistico. Per Breton, questi fondi europei dovranno avere un doppio obiettivo: avere effetti immediati nel breve termine e portare una serie di investimenti a lungo termine per una semplice transizione del settore turistico verso il green e il digitale.

Questa visione è condivisa dal ministro dell’Economia portoghese, Pedro Siza Vieira, che ha evidenziato l’importanza degli strumenti economici europei nella ripresa e la trasformazione del settore turistico per renderlo più ecologico e ‘digitale’.

“Mentre ci prepariamo all’implementazione dei fondi di Next Generation Eu, dobbiamo anche pensare a come rendere le nostre società ed economie più pronte ad affrontare i cambiamenti del futuro”, ha dichiarato Siza Vieira.

In questo modo, ha aggiunto, “le società ed economie del futuro saranno più digitalizzate, più sostenibili e sicuramente più resilienti”. Per il ministro le tecnologie digitali saranno fondamentali per il futuro del turismo, specialmente nella selezione delle destinazioni, nei metodi di pagamento e nei contatti in generale tra compagnie e clienti.

Siza Vieira ha dichiarato che ritiene opportuno che la presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue ponga l’attenzione sulla questione del turismo. Il settore dovrebbe essere “aggiornato con le competenze più importanti che serviranno nel futuro” mentre si prepara a ripartire dopo la pandemia, ha aggiunto il ministro.

Il forum internazionale sull’istruzione, l’impiego e la formazione nel settore turistico è stato organizzato dal ministero dell’Economia portoghese proprio nell’ambito della presidenza semestrale di Lisbona.

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I problemi di circolazione

A ostacolare la ripresa dei flussi turistici è l’attuale situazione sanitaria a livello europeo e mondiale, con i dati che peggiorano di giorno in giorno per via delle nuove varianti di Covid-19 che vengono scoperte e l’impatto ancora non visibile della campagna di vaccinazione.

In questo contesto, alcuni Paesi stanno già valutando la chiusura delle frontiere, come potrebbe accadere per il Belgio, mentre altri hanno limitato di molto la libertà di movimento anche interna, come avviene in Italia.

Non c’è al momento la certezza che tra primavera ed estate la situazione sarà migliorata a sufficienza da permettere riaperture e viaggi verso le mete di vacanza, come è avvenuto a giugno 2020. Peraltro, la scorsa estate ha poi dato il via a una seconda ondata di contagi nell’autunno.

Con queste preoccupazioni all’orizzonte, il settore turistico rischia di venire definitivamente soffocato per la mancanza di introiti. Senza libertà di movimento nessuno può viaggiare, perciò le strutture ricettive non guadagnano, così come non lo fanno bar e ristoranti, che spesso in questi mesi sono stati chiusi.

Le soluzioni innovative per il futuro sono senz’altro una grande occasione e devono essere sviluppate, ma in questo periodo è più preoccupante la mancanza di certezze sulle prospettive di uscita dalla situazione attuale. Quando sarà possibile riaprire i locali? Quando si potrà viaggiare din uovo.

L’incertezza non fa bene al settore turistico, che per ora può soltanto attendere gli sviluppi sanitari e sperare nell’efficacia del vaccino per tornare ad accogliere i viaggiatori di tutta Europa nelle mete di loro scelta.

Commissione Europea

Con il sostegno del Parlamento Europeo