Biomasse e ambiente: il punto sulla riforma Pac, dibattito e proposte

Gli scarti della coltivazione dei funghi vengono convertiti in combustibile presso l'impianto a biomassa Upcycling Gemert BV di Gemert nei Paesi Bassi. [EPA/SANDER KONING]

Presentate le proposte legislative per la riforma agricola comune per il periodo 2021-2027. L’appello dei 3.600 scienziati sostenuto anche dalle associazioni italiane. 

L’Italia è la seconda potenza agricola europea (tra l’altro leader del biologico), ma solo il quarto beneficiario della Politica agricola comune (Pac).

La Commissione europea ha presentato le proposte legislative per la riforma della Pac valida per il periodo 2021-2027. Il protrarsi del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) ha reso tuttavia necessario prevedere un anno di transizione per estendere le attuali norme ed attenuare il passaggio con la futura Politica agricola (le proposte in dettaglio).

In questo contesto è stato promosso un appello di 3.600 scienziati all’Ue con un messaggio forte: “La politica agricola deve essere drasticamente cambiata”. Tra i promotori Slow food che chiede lo stop ai sussidi per la produzione e più fondi per la transizione verso coltivazioni e allevamenti sostenibili. Le proposte degli scienziati corrispondono a quanto hanno già scritto nel loro decalogo per la riforma della Pac le 11 associazioni della Coalizione (Wwf, Lipu, Legambiente, ProNatura, Isde, Federbio, Aiab – Associazione italiana agricoltura biodinamica, Slow food Italia, Aida – Associazione italiana di agroecologia e Accademia Kronos Onlus), sostenute da Fondazione Cariplo.

Gli stakeholders: collegare la politica sulla biomassa alla Pac

Creando un collegamento della politica sulle biomasse ai settori chiave della politica UE – hanno dichiarato diversi stakeholder a Euractiv –, come l’agricoltura, si andrebbe incontro ad una situazione vantaggiosa per tutti, che aiuterebbe il blocco a raggiungere gli obiettivi del Green Deal e a creare un mercato sostenibile.

“Una politica integrata per la biomassa è necessaria – dicono – per sostenere contemporaneamente modelli agricoli sostenibili, residui agricoli e forestali e carburanti alternativi per il trasporto attraverso catene ben progettate, come le rotazioni delle colture gestite in modo sostenibile e le colture di copertura”. Queste materie prime possono essere parte della base per la produzione di biocarburanti avanzati”, ha detto David Chiaramonti, coordinatore scientifico dell’ART Fuels Forum.

Chiaramonti ha poi aggiunto che le catene di approvvigionamento domestico sostenibile sosterranno la ripresa economica post covid-19 e riporteranno una grande quantità di carbonio organico nel suolo, affrontando gli elementi chiave sia delle Direttive sull’energia e sull’agricoltura, che degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, elementi chiave del Green Deal europeo.

2020 LIFE call for proposals for traditional projects – nature and biodiversity

Il bando finanzia progetti di tutela e salvaguardia della natura, in particolare nei settori della biodiversità, degli habitat e delle specie.
Scadenza: 16 Luglio 2020
Budget: 238.440.000 euro

Progettare una politica europea sulle biomasse, una “opportunità unica”

La Direttiva sulle energie rinnovabili (Red), che tra l’altro mira a decarbonizzare il settore dei trasporti dell’UE, definisce la biomassa come “la frazione biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie correlate, tra cui la pesca e l’acquacoltura, nonché la frazione biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.

Nell’ambito del nuovo Green Deal la Commissione intende rivedere una serie di atti legislativi, tra cui la versione riveduta del Red. La biomassa fa parte di esso ed è considerata un biocombustibile a basso rischio di cambiamento indiretto della destinazione d’uso del suolo (Iluc).

Tuttavia, i sostenitori dei carburanti avanzati per i trasporti, affermano che i responsabili politici dovrebbero creare un mercato integrato che vada di pari passo con i futuri obiettivi ecologici della Pac. Progettare una politica europea sulle biomasse, integrata in tutti i settori per fornire elevate quote di carburanti alternativi nei mercati dei trasporti, è considerata una “opportunità unica”.

“I carburanti alternativi basati sulla biomassa possono offrire opportunità uniche per l’agricoltura e lo sviluppo rurale nelle regioni europee. La loro adozione sul mercato può essere facilitata con politiche integrate di settore per le catene di valore della biomassa che saranno in linea con l’European Green deal, il Redii (la Direttiva sulle energie rinnovabili n.d.r.) e la Pac post-2020”, ha detto Calliope Panoutsou, consulente per le materie prime sostenibili, al Forum ART Fuels.

Horizon 2020: Upscale the production of bio-based platform molecules for larger market applications – BBI-2020-SO2-D3

La produzione sostenibile di molecole di piattaforma a base biologica con un’ampia gamma di potenziali applicazioni potrebbe aumentare la competitività dei materiali e dei prodotti a base biologica rispetto alle loro controparti a base fossile.
Scadenza: 03 Settembre 2020
Budget: 7.000.000 euro

Stabilizzare i sistemi alimentari, spiragli positivi

Il Copa-Cogeca, l’associazione degli agricoltori e delle cooperative dell’UE, vede in questa idea spiragli positivi. “Siamo d’accordo con l’approccio generale – afferma su Euractiv il segretario generale del Copa Pekka Pesonen –, abbiamo sempre sottolineato che la Pac fornisce uno strumento di sostenibilità globale per il settore agricolo dell’UE”.

Secondo Pesonen l’integrazione dei biocarburanti nelle catene del valore agricolo europeo funziona in entrambi i sensi: migliora la valorizzazione della biomassa per gli agricoltori e gli altri operatori, mentre fornisce un’importante base di sostenibilità per i biocarburanti stessi.

L’aiuto delle nuove tecnologie

“Nel migliore dei casi, i biocarburanti ci permettono di stabilizzare i nostri sistemi alimentari, di renderli più robusti e resistenti alla volatilità del mercato. La sicurezza alimentare è stata al centro dell’attenzione durante la crisi in corso di covid-19”, ha sottolineato.

Nils Torvalds, eurodeputato finlandese del gruppo di centro Renew Europe, sostiene che se le sfide climatiche dovessero essere prese sul serio, dovrebbe essere chiaro che non ci sarà un solo grande salto verso la neutralità climatica.

“Per questo motivo – dice –, dobbiamo vedere diverse soluzioni intermedie, che poi con lo sviluppo delle tecnologie possono essere trasformate in processi a emissioni zero o in pozzi di assorbimento. Questo è vero per le bio-soluzioni sviluppate in collaborazione con gli agricoltori. Qui, diverse biomasse possono giocare un ruolo enorme”, ha detto a Euractiv.

Biomasse, un altro punto di vista

Tuttavia, non tutti sono d’accordo con questo approccio. Laura Buffet, responsabile dei carburanti puliti per il trasporto sostenibile della ONG Transport & Environment, ha sollevato una serie di preoccupazioni sul collegamento dei biocarburanti con la Pac.

“I biocarburanti prodotti da colture agricole – sostiene – non sono un’opzione sostenibile per decarbonizzare i trasporti e non dovrebbero essere sostenuti ulteriormente attraverso la Pac. I rifiuti e i residui dell’agricoltura sostenibile possono essere utilizzati per produrre carburanti più puliti; tuttavia, le quantità di queste risorse sostenibili, che possono essere mobilitate per l’energia, rimarranno limitate”.

Non esitare di fronte alle opportunità

Allo stesso modo, il legislatore Green EU Bas Eickhout ha dichiarato ad Euractiv il tipo di biocarburante che l’industria sta pensando di utilizzare: “Abbiamo la Redii in vigore e posso assicurarvi che ci sono validi motivi al tetto massimo di biocarburanti terrestri, fissati dalla direttiva, che gli Stati membri possono considerare rinnovabili. L’industria dei biocarburanti sta cercando il modo di aggirare queste nuove regole”.

Secondo Eickhout, più grande è la domanda di questo tipo di combustibili, più terra è necessaria e più la biomassa viene deviata da altri usi cruciali. “Non esiste un pranzo gratis – dice –, i legislatori dovrebbero invece spingere alle soluzioni possibili senza esitazioni, in particolare per l’elettrificazione, il solare e l’eolico. E la buona notizia è che questo crea opportunità molto più forti per le comunità locali e le economie rurali”.