Bilancio Ue, scontro con Ungheria e Polonia. Berlino: “Danneggiano i cittadini”

Il ministro per gli Affari europei tedesco Michael Roth. [European Union]

In Consiglio Affari generali Budapest e Varsavia hanno confermato il veto sul pacchetto di bilancio. I ministri degli altri Paesi Ue fanno appello alla responsabilità: “Non abbiamo più tempo”.

I membri dell’Unione europea che rifiutano il meccanismo dello Stato di diritto devono essere consapevoli che i loro cittadini pagheranno un prezzo per questa posizione. Il ministro tedesco per gli Affari europei Michael Roth, intervenendo al Consiglio Affari generali di martedì 17 novembre, ha voluto essere chiaro. Non c’è più tempo da perdere, ha ribadito Roth, e ogni ulteriore ritardo potrebbe costare caro agli europei che contano sulle risorse del piano per la ripresa.

“I nostri cittadini, le imprese, gli enti locali e regionali contano sul sostegno dell’Unione europea, promesso loro a luglio dai capi di Stato e di governo – ha sottolineato il ministro tedesco – .Tutti noi ora dobbiamo dimostrare insieme che possiamo agire”. Chi rallenta l’approvazione del bilancio europeo come hanno annunciato di voler fare Budapest e Varsavia si assume una pesante responsabilità politica. A sostenerlo sono 25 dei 27 ministri collegati in videoconferenza, compreso quello slovacco, segnando una spaccatura all’interno del cosiddetto gruppo di Visegrad.

Recovery Plan, Ungheria e Polonia mettono il veto sul bilancio Ue

Come riportato dal portavoce della presidenza tedesca Sebastian Fischer, Ungheria e Polonia avrebbero espresso la loro opposizione rispetto alla condizionalità legata allo Stato di diritto. È mancata l’unanimità per procedere all’aumento del tetto delle risorse proprie per le riserve dei …

Malgrado le pressioni degli altri ministri, il polacco Konrad Szymański, e la collega ungherese Judit Varga hanno confermato l’intenzione di porre il veto sul pacchetto di bilancio, se viene mantenuta la condizionalità sullo Stato di diritto. Secondo il governo ungherese il nuovo strumento, approvato da 26 dei 28 Stati membri, avrebbe un unico scopo ed è quello di permettere a Bruxelles di “sanzionare” alcuni Stati sulla base di “misure arbitrarie”.

Il rispetto dei principi dello Stato di diritto è alla base dell’Unione europea hanno evidenziato i ministri degli altri Paesi durante il vertice. Per i frugali, Olanda in testa, il compromesso concordato è “il minimo indispensabile”.

“Cari amici, voglio essere onesto e franco con voi. C’è una contraddizione in tutto questo, perché non dobbiamo temere la condizionalità se tutti gli Stati membri affermano di rispettare lo Stato di diritto”, ha dichiarato il ministro per il gli Affari europei Enzo Amendola, ribadendo che ulteriori ritardi non saranno tollerati dai cittadini europei.

Appelli alla responsabilità sono arrivati anche da Francia, Spagna e Portogallo.”Non abbiamo più tempo – ha sottolineato la ministra portoghese Ana Paula Zacarias – . Siamo nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia e sull’orlo di un disastro finanziario, economico e sociale”.

La presidenza tedesca intende fare di tutto per superare questo stallo, ha assicurato Roth: “Lavoreremo per arrivare ad una buona soluzione, 24 ore al giorno, sette giorni a settimana”.