Bilancio Ue: perché Consiglio e Parlamento non riescono a trovare un accordo

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Il negoziato su Recovery Fund e bilancio Ue 2021-2027 rimane in stallo e l’ipotesi di un ritardo nell’erogazione dei fondi si fa sempre più concreta.

In senso stretto, hanno quindi ragione sia la Commissione sia il Consiglio (che in tal senso si sono espressi nelle scorse settimane) ad affermare che il compromesso raggiunto, includendo anche il bilancio Ue, non è rivedibile; a meno di non rimettere in discussione l’accordo complessivo (che include anche il Recovery Plan). Allo stesso tempo, a rigor di logica, avrebbe quindi torto il Parlamento a rivendicare il suo ruolo nella definizione del bilancio (ricordiamoci che può porre il veto sulla decisione del Consiglio) e pretendere che il bilancio pluriennale non venga penalizzato (ed anzi che venga semmai anch’esso accresciuto).

Questa diatriba apparentemente lontana dal sentire comune pone tuttavia una serie di problemi per l’equilibrio democratico ed inter-istituzionale della Ue, che in queste settimane stanno emergendo con forza (oltre che di risorse per finanziare progetti europei) e che sono destinati ad inasprirsi nelle prossime. Il Parlamento europeo, legittimo rappresentante dei cittadini Ue, non intende accettare la diminuzione dei finanziamenti a programmi comunitari finora di grande successo. Il fatto che queste riduzioni abbiano consentito di assicurare il favore di paesi come la Polonia (aumentando le risorse alla politica agricola, ma a scapito degli stanziamenti per progetti come Horizon, Erasmus, Citizens for Europe, e molti altri) dovrebbe essere un problema del Consiglio e delle sue logiche decisionali (all’unanimità), non del Parlamento, che rivendica il suo ruolo sul bilancio.

La questione rischia di diventare delicata. Perché se è vero che il Parlamento può mettere il veto al bilancio, è anche vero che questo potrebbe determinare un inasprimento dei rapporti coi governi; e magari un ulteriore compromesso al ribasso sul bilancio pluriennale. Allo stesso tempo, l’Europa intergovernativa non può ignorare completamente le richieste provenienti dall’assemblea democraticamente eletta dai cittadini europei.

In ogni caso, ci pare che la battaglia politica avviata in questi mesi in seno alle istituzioni europee, oltre a mettere in luce le contraddizioni di un sistema sovranazionale ancora imperfetto ed eccessivamente legato a scelte intergovernative ed all’unanimità, abbia fatto sorgere un embrione di dibattito e di confronto politico sovranazionale che fino ad oggi era quasi completamente assente. E che, andando ad incidere sul finanziamento di interi programmi europei di sviluppo, mostra tutta la sua rilevanza per le sorti di intere categorie sociali e produttive; ben al di là di molti scontri politici nazionali.