Bce, tornano le divisioni tra “falchi” e “colombe” sulle prospettive di inflazione e le misure da adottare

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde. [EPA-EFE/MARIO CRUZ]

I responsabili della politica monetaria della Banca centrale europea il mese scorso non sono riusciti ad arrivare a un accordo su come rispondere all’inflazione galoppante e all’incertezza economica causata dalla guerra in Ucraina, secondo quanto emerge dai verbali della loro riunione di giovedì (7 aprile).

La notizia arriva mentre i mercati sono in attesa dell’annuncio da parte della Bce di un aumento dei tassi di interesse, il primo da oltre un decennio. “Un gran numero di membri ha ritenuto che l’elevata inflazione e la sua persistenza richiedano passi immediati verso la normalizzazione della politica monetaria”, si legge nei verbali.

Il consiglio direttivo della Bce si è mostrato prudente nella riunione di marzo, accettando di ridurre gli acquisti mensili di obbligazioni nel secondo trimestre e mantenendo allo stesso tempo una certa flessibilità sulla data di interruzione del programma di acquisto di titoli di stato.

L’aumento dei tassi di interesse sarà rimandato a “un po’ di tempo” dopo la fine del programma di acquisto di obbligazioni, ha dichiarato il consiglio direttivo. Ma i verbali hanno rivelato che alcuni governatori avrebbero voluto misure più nette per contrastare l’aumento  dell’inflazione, dato che la guerra in Ucraina spinge ulteriormente il rialzo dei prezzi di energia, cibo e materie prime.

“Alcuni membri del consiglio direttivo hanno chiesto di fissare un termine per gli acquisti (di obbligazioni) durante l’estate”, si legge nei verbali. “Questo potrebbe spianare la strada a un eventuale aumento dei tassi nel terzo trimestre di quest’anno, alla luce del deterioramento delle prospettive di inflazione”.

Forte incertezza

Altri membri del consiglio, invece, spingono per un “approccio attendista” dato “il livello di incertezza eccezionalmente elevato” a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina e delle sanzioni occidentali contro Mosca.

I verbali mostrano che la Bce “sta agenda più da falco”, ha dichiarato l’economista della banca ING Carsten Brzeski, richiamando l’espressione con la quale vengono indicati i sostenitori di una politica monetaria più severa.

La Bce ha mantenuto per anni una politica monetaria ultra-allentata, spingendo i tassi di interesse ai minimi storici e raccogliendo miliardi di euro di obbligazioni ogni mese per mantenere il flusso di credito nella zona euro.

Come altre banche centrali, ora la Bce si trova ad affrontare la sfida di arginare la corsa dell’inflazione senza danneggiare la crescita economica, un compito reso più arduo dal ritorno della guerra in Europa.

La presidente della Bce, Christine Lagarde, la scorsa settimana ha avvertito che un conflitto prolungato in Ucraina rischierebbe di mantenere elevati i prezzi dell’energia e il costo della vita, rallentando la ripresa post-Covid.

L’inflazione dell’Eurozona è balzata a un livello record del 7,5% a marzo, ben oltre l’obiettivo del 2% della Bce. L’aumento dei prezzi dell’energia è ancora la causa principale dell’aumento totale dei prezzi, anche se altre componenti dell’indice di inflazione hanno iniziato a pesare a loro volta.

Oltre a garantire la stabilità dei prezzi, la Bce sta affrontando il problema di non possedere al momento gli strumenti necessari per influenzare i prezzi dell’energia. La Banca centrale europea si aspetta che l’inflazione scenda all’1,9% entro il 2024 una volta che lo shock energetico si sarà esaurito, anche se dai verbali emergono “dubbi” su tale previsione.

La Federal Reserve degli Stati Uniti il mese scorso ha annunciato il suo primo aumento dei tassi di interesse dal 2018, prevedendo ulteriori aumenti. Nel frattempo, l’inflazione sta erodendo il potere d’acquisto dei lavoratori. Anche se i salari nominali sono aumentati nel 2021, questi aumenti si sono dovuti scontrare con l’impennata dei prezzi. La crescita trimestrale dei salari con l’impatto dell’inflazione trimestrale è diventata negativa nel 2021 ed è destinata ad un peggioramento nel 2022.