Bce, no all’interruzione prematura degli aiuti per la pandemia

La scultura dell'euro di fronte all'edificio principale della Bce a Francoforte sul Meno. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

La Banca centrale europea ha avvertito mercoledì 25 novembre che l’interruzione prematura degli aiuti forniti dai governi in supporto alle economie colpite dalla pandemia potrebbe generare una reazione a catena, con il rischio di bancarotta e di blocco della ripresa.

Un’interruzione brusca delle misure di supporto potrebbe risultare in “una contrazione economica peggiore di quella della prima ondata”, si legge nel rapporto biannuale sulla stabilità finanziaria redatto dalla Bce.

I governi dell’Eurozona hanno messo in campo misure straordinarie per supportare compagnie e i lavoratori nel difficile periodo della pandemia. Tra queste, moratorie sui pagamenti e garanzie per i prestiti bancari, schemi a breve termine per il lavoro e aiuti alle imprese colpite dalla chiusura.

Nonostante il recente ottimismo derivante dall’arrivo dei vaccini contro il Covid-19, “c’è ancora una lunga strada da fare”, ha dichiarato il vice-presidente della Bce Luis de Guindos. Se il supporto fiscale non fosse mantenuto per tutta la durata della crisi, le imprese più colpite dalle restrizioni “potrebbero trovarsi ad affrontare problemi di insolvenza o una distruzione ancora più permanente del loro modello di business”, anche nel caso di ripresa di altri settori, si legge nel report.

La preoccupazione di dover affrontare una serie di bancherotte è già elevata, per via degli alti livelli di debito sviluppati da compagnie e famiglie durante la prima ondata. La presidente della Bce Christine Lagarde aveva già dichiarato che la sua maggiore preoccupazione era la creazione di un “effetto cascata” togliendo il supporto fiscale prima che fosse in corso una ripresa stabile.

Il supporto dei governi resta fondamentale, ma dovrebbe “restare legato al sostegno all’economia a causa della pandemia, evitando di sollevare dubbi sulla sostenibilità del debito nel medio periodo”, ha dichiarato de Guindos.

La Bce ha già confermato che il suo pacchetto di stimolo, che include uno schema di emergenza da 1.350 miliardi di euro per l’acquisto di bond per permettere la circolazione del credito, continuerà finché la crisi non sarà terminata.

Nella precedente edizione del rapporto, pubblicata a maggio, l’istituzione con sede a Francoforte aveva evidenziato che il rischio di un collasso della zona euro poteva riemergere, vista l’esplosione del debito pubblico in alcuni Paesi in risposta alla situazioen di emergenza.

Lagarde tuttavia aveva dichiarato di non essere “eccessivamente preoccupata” e il rischio non è più menzionato nell’ultimo rapporto, nonostante le discussioni tra i leader europei sul Recovery Plan da 750 miliardi di euro. La presidente della Bce aveva dichiarato recentemente che Next Generation Eu avrebbe dovuto essere approvato “senza ulteriori ritardi”.

Lagarde: "Il Recovery Plan deve diventare operativo senza esitazioni"

La seconda ondata avrà pesanti ricadute sull’economia dell’Eurozona, almeno nel breve periodo. Per questo il piano per la ripresa Next Generation Eu deve diventare subito operativo, senza ulteriori ritardi.

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde lo dice chiaramente: “Nel …