BCE, Lane: “Per l’Europa nessuna ripresa prima della fine del 2021”

Philip Lane, membro del Comitato esecutivo della BCE. [EPA-EFE/ERIK S. LESSER]

Philip Lane, membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea, non si aspetta una ripresa rapida dalla crisi causata dalla pandemia di coronavirus. In un’intervista al quotidiano spagnolo El País ha dichiarato che è improbabile tornare ai livelli pre-Covid prima della fine del 2021, se non oltre.

L’economista irlandese, ex governatore della Banca Centrale d’Irlanda, ha sottolineato la natura imprevedibile ed eccezionale della pandemia, che rende impossibile fare previsioni sull’andamento della ripresa economica.

Secondo Lane gli sviluppi futuri del recupero dalla crisi dipendono naturalmente da quanto velocemente potranno essere sollevate le restrizioni alle attività economiche, profondamente provate dalla chiusura forzata. Un altro aspetto da considerare è l’adattamento alla convivenza con il virus, tema importante nell’attuale Fase Due, così come l’attitudine dei consumatori a tornare ad acquistare e quella delle aziende a investire.

Lane ha quindi ipotizzato un ritorno ai livelli pre-COVID non prima della fine del 2021, idea condivisa anche da Jerome Powell, presidente del Federal Reserve System, la banca centrale americana. Anche lui, in un’intervista rilasciata domenica 17 maggio, ha affermato che verso la fine del 2020 ci si può aspettare una parziale ripresa dell’economia statunitense, ma per il recupero completo si deve attendere la scoperta di un vaccino e, realisticamente, la situazione non tornerà alla normalità fino al termine del 2021.

Lane ha assicurato anche che la BCE garantirà condizioni di finanziamento stabili per tutti i Paesi. Le economie più solide, come la Germania, sono riuscite a rispondere con più forza, ma questo non è necessariamente un male per gli altri stati, che possono beneficiarne indirettamente. È tuttavia fondamentale per l’Unione Europea che tutti i Paesi riescano a riprendersi ed è su questo che la Banca si sta concentrando.

Il pacchetto di aiuti tedesco e il rischio asimmetrico

La Germania sta per varare un nuovo massiccio pacchetto di stimoli all’economia. Dimostrando ancora una volta che l’esito più probabile di questa crisi saranno delle risposte asimmetriche, sulla base delle diverse capacità fiscali nazionali; che rischiano di alimentare l’accumularsi di …

Soffermandosi sulle difficoltà di stati come Spagna e Italia, Lane ha sottolineato l’importanza della BCE come fonte di stabilità e di riduzione dello shock finanziario, aggiungendo che tutti gli strumenti a disposizione per aiutare le economie in difficoltà possono essere adeguati in caso di necessità, rendendoli meno stringenti e più flessibili.

Riguardo le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde, che aveva affermato venerdì 14 maggio che il compito della BCE non era quello di “chiudere gli spread”, Lane ha puntualizzato che eliminare le oscillazioni normali dei tassi di interesse non è mai stato l’obiettivo della Banca. Il suo scopo è, invece, quello di stabilizzare le oscillazioni sproporzionate in caso di situazioni eccezionali e di emergenza, come quella attuale.

Infine, alla domanda sulla sentenza della Corte costituzionale tedesca, Philip Lane ha risposto che non ritiene che possa avere conseguenze sull’azione della BCE, che è un’organismo indipendente impegnato a gestire gli interessi di 19 stati membri. “La Banca continuerà a lavorare per adempiere il suo mandato, siamo fiduciosi che ogni cosa che facciamo sia necessaria per riuscire nel nostro intento” ha aggiunto il capo economista.