Bce, Lagarde: “La variante Delta continua a rappresentare un’ombra per la ripresa”

Christine Lagarde [EPA-EFE/OLIVIER MATTHYS / POOL]

La Banca centrale manterrà i tassi di interesse bassi fino a quando l’inflazione non raggiungerà stabilmente il 2%. Inoltre andrà avanti con il programma di acquisto di titoli di Stato.

La ripresa dell’economia della Zona Euro è in marcia ma la pandemia “continua a rappresentare un’ombra”, ha dichiarato la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde al termine della riunione del board. La previsione è di recuperare nel primo trimestre del prossimo anni i livelli pre-covid ma resta molto da fare prima che i danni della pandemia siano cancellati. Il piano Next Generation Eu, da questo punto di vista, riveste “un ruolo chiave”, ha sottolineato Lagarde.

La Banca centrale europea lascia, come atteso, i tassi d’interesse fermi: il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. La Bce conferma l’orientamento “molto accomodante” della sua politica monetaria. “Sarebbe del tutto prematuro” pensare a “un irrigidimento” delle politiche monetarie, in questa fase delicata per l’economia dell’Eurozona: per questo “dopo che a giugno abbiamo deciso di condurre in questo trimestre acquisti significativamente più alti, il programma Pepp non è stato oggetto di discussione”, ha spiegato la presidente della Bce alla stampa.

Il Consiglio direttivo ha rivisto “la sua forward guidance sui tassi di interesse” e sottolinea “il suo impegno a mantenere un orientamento di politica monetaria costantemente accomodante per raggiungere il suo obiettivo di inflazione”. I tassi, spiega Francoforte, “rimarranno ai livelli attuali o inferiori fino a quando non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e durevolmente per il resto dell’orizzonte di proiezione”.

Per quel che riguarda il programma di acquisto di titoli di Stato Pepp, la Bce continuerà a effettuare acquisti netti di attività con una dotazione complessiva di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando non giudicherà conclusa la fase di crisi del coronavirus. Gli acquisti nel trimestre in corso saranno condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno.