Bce: “Atteso un -8,7% del Pil 2020. Pronti a ogni intervento”

L'edificio della Banca centrale europea (Bce) a Francoforte sul Meno in Germania. [EPA-EFE/RONALD WITTEK]

I Paesi in cui cui si è registrato un calo più marcato, a causa della pandemia, sono Francia, Italia e Spagna. Francoforte ribadisce il “massimo impegno” per sostenere il recupero.

Nel 2020 ci si attende un calo del Pil pari all’8,7% in Europa e un suo recupero del 5,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022. Lo scrive la Bce nell’ultimo bollettino economico, spiegando che “rispetto all’esercizio di marzo 2020 le prospettive per la crescita del Pil in termini reali sono state riviste notevolmente al ribasso di 9,5 punti percentuali per il 2020 e al rialzo pari, rispettivamente, a 3,9 e 1,9 punti percentuali per il 2021 e il 2022”.

Le economie più penalizzate

La contrazione causata dalla pandemia è stata eterogenea nei vari Paesi europei, ma quelli in cui si è registrato un calo dell’attività economica più marcato sono Francia, Italia e Spagna. La Bce sottolinea che nell’Eurozona “l’impatto delle misure di chiusura si è tradotto in una marcata contrazione della produzione industriale” che a “marzo 2020 ha subito una flessione senza precedenti dell’11,3% rispetto al mese precedente e del 3,3% nel primo trimestre del 2020 rispetto al precedente”.

Pmi italiane 

Le piccole e medie imprese dell’Eurozona hanno segnalato una contrazione del fatturato: il dato peggiore si è registrato in Italia, seguita da Slovacchia, Grecia e Spagna. “La variazione riportata dalle imprese è stata pari al -2 per cento per l’insieme dell’area dell’euro. Il deterioramento è stato diffuso, nonostante alcune differenze tra Paesi”, si legge nel bollettino della Bce. “In un contesto di contrazione del fatturato, gli elevati costi del lavoro (segnalati dal 46 per cento delle imprese in termini netti) e degli altri fattori di produzione (45 per cento) hanno gravato sugli utili delle Pmi in tutta l’area dell’euro (-15 per cento, rispetto al precedente -1 per cento), nonostante le condizioni di finanziamento accomodanti. Le Pmi greche, spagnole, italiane e slovacche hanno registrato una riduzione degli utili particolarmente forte”, spiega Francoforte. Il settore dell’industria è il più colpito dal deterioramento degli utili (-20 per cento, rispetto al precedente -7 per cento), soprattutto in Italia. Per il commercio il dato è del 19 per cento netto per le piccole e medie imprese dell’area euro. La quota, si legge nel bollettino, “raggiunge il 37 per cento in Italia e il 30 in Spagna”.

“Pronti a ogni intervento”

Per “sostenere il recupero dell’economia dalle ripercussioni del coronavirus” il Consiglio direttivo della Bce  ribadisce “il massimo impegno a intraprendere ogni azione necessaria nell’ambito del proprio mandato per sostenere tutti i cittadini dell’area dell’euro nell’attuale fase di estrema difficoltà”. Il Consiglio direttivo, spiega il bollettino, è “pronto ad adeguare tutti i propri strumenti, nella maniera che riterrà opportuna, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito, in linea con il suo impegno alla simmetria”.

“Insieme al sostanziale stimolo di politica monetaria già in atto – si legge nel documento – le decisioni del Consiglio direttivo sosterranno le condizioni di liquidità e di finanziamento dell’economia, contribuiranno a sostenere il flusso di credito alle famiglie e alle imprese e contribuiranno a mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori e le giurisdizioni, al fine di sostenere la ripresa”.