Banchi, distanze, mascherine: come si torna in classe a settembre in Europa

Un alunno con una maschera protettiva guarda la sua compagna di classe mentre si lava le mani in una scuola elementare di Brunn am Gebirge, Austria, 18 maggio 2020. [EPA-EFE/CHRISTIAN BRUNA]

Un metro di distanza o due? Mascherina obbligatoria o no? Turni, classi divise in gruppi. Ogni Paese si è dato le sue regole. L’obiettivo comune è fare in modo che gli studenti possano rientrare a scuola.

Il moltiplicarsi di nuovi focolai in Europa torna a far crescere i timori di una “seconda ondata” e pone di fronte a una serie di incognite sui prossimi mesi. Una di queste è come riaprire le scuole in sicurezza. Dopo un lungo dibattito nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione italiano ha approvato le linee guida per il ritorno a scuola. Molti altri Paesi europei lo avevano già fatto nei mesi scorsi. Le soluzioni adottate variano a seconda del livello dell’epidemia e delle regole stabilite dal governo centrale o dalle autonomie locali. L’obiettivo “irrinunciabile”, per usare le parole del governo spagnolo, è garantire agli studenti di poter tornare in classe dopo mesi.

In Italia

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha confermato che la scuola riparte il 14 settembre. Le linee guida prevedono una “diversa modulazione settimanale del tempo scuola” e “una frequenza scolastica in turni differenziati”. Le classi entreranno quindi a scaglioni. Per evitare il sovraffollamento delle aule i ragazzi delle superiori probabilmente seguiranno una didattica mista, in presenza e a distanza. Per la ricreazione si potrà uscire solo a turno e con mascherina. Tuttavia è probabile che nelle scuole più piccole i ragazzi saranno costretti a trascorrerla in classe.

Tutte le scuole stanno cercando di attrezzarsi con banchi monoposto, i famosi banchi con le ruote di cui si discute da settimane. La mascherina è obbligatoria per il personale. Per gli alunni di materne ed elementari invece non sarà necessaria. Per gli altri molto dipenderà dall’andamento dei contagi. Nei corridoi saranno indicati i percorsi di andata e ritorno. Le incertezze in ogni caso sono ancora molte.

In Spagna

Il Paese che preoccupa di più è la Spagna, dove c’è stata una nuova impennata dei contagi. In merito alla riapertura delle scuole giovedì 30 luglio la ministra dell’Istruzione Isabel Celaá ha dichiarato che qualora non fosse possibile far rientrare in aula tutti gli studenti sarà data priorità alle scuole dell’infanzia e alle elementari, ma il governo farà tutto il possibile per far ripartire la didattica in presenza. L’inizio dell’anno scolastico è stato posticipato a martedì 15 settembre. In classe dovrà essere mantenuta una distanza di almeno 1,5 metri. Alla scuola dell’infanzia e alle elementari il ministero consiglia di creare gruppi stabili con un massimo di 15 o 20 bambini che possano stare tra loro senza dover mantenere il distanziamento fisico. Questi gruppi dovrebbero evitare l’interazione con altri gruppi della scuola.

Secondo le linee guida aggiornate al 22 giugno la mascherina non è obbligatoria per gli studenti, fatto salvo per quelli di medie e superiori quando non si riesce a mantenere la distanza minima prevista dalle indicazioni ministeriali. A questo si aggiungono le norme basilari come lavarsi le mani e non andare a scuola con la febbre. Visto l’aumento dei contagi nel Paese non si può escludere che le linee guida vengano ulteriormente aggiornate.

In Francia

In Francia si torna a scuola dal 1° settembre. Non è previsto alcun distanziamento alla scuola materna: impossibile farlo rispettare. Mentre già alle elementari, dove possibile, dovrà essere mantenuto un metro di distanza fra un bambino e l’altro. L’uso della mascherina è obbligatorio per il personale nelle situazioni in cui non è possibile garantire una distanza di almeno un metro. La mascherina sarà obbligatoria anche per gli studenti dagli 11 anni in su. Sono previsti anche sensi di circolazione obbligatori nei corridoi. Il protocollo per ora è analogo a quello utilizzato dopo la riapertura delle scuole, su base facoltativa, lo scorso 11 maggio.

Il ministro Jean-Michel Blanquer ha spiegato che all’inizio del nuovo anno scolastico saranno previste attività di sostegno per colmare eventuali lacune dovute al lockdown. Lo scenario a cui si sta lavorando, ha spiegato il ministro, è quello di un “normale” ritorno a scuola. Tuttavia, tenuto conto dell’incertezza della situazione, sono allo studio anche altre ipotesi che potrebbero prevedere protocolli più rigidi o la didattica a distanza nel caso di una seconda ondata. Il piano definitivo sarà presentato alla fine di agosto.

In Germania

In Germania le scuole hanno riaperto a maggio, inizialmente solo per gli studenti delle superiori in procinto di affrontare gli esami. Ciascuno dei 16 Länder ha stabilito in autonomia le modalità di rientro. La tendenza comune è stata quella di dare priorità agli studenti più grandi. Dopo la pausa estiva però si dovrebbe tornare, per quanto possibile, alla normalità. A Berlino gli asili sono di nuovo aperti e le scuole dovrebbero tornare alle regolari attività dopo la pausa di agosto. A Brema invece la riapertura di elementari e asili procede in modo più graduale, così come per le scuole medie e superiori dove la frequenza è ancora soggetta a limitazioni. In Turingia per gli studenti delle superiori continua l’alternanza tra lezioni frontali e a distanza, come spiega un articolo di The local Germany del 15 luglio.

In Belgio

Le lezioni dovrebbero essere organizzate in classi di massimo 10 studenti. Ogni studente dovrà avere almeno 4 mq di spazio a disposizione, mentre per gli insegnanti dovranno essere 8. Gli spostamenti in gruppo all’interno della scuola devono essere limitati al minimo. Le mascherine sono obbligatorie per il personale scolastico e per gli studenti della scuola secondaria e del sesto anno di scuola elementare. La premier Sophie Wilmes ha detto che le nuove misure di contenimento dei contagi – che includono anche il limite di 100 persone all’interno e 200 persone all’esterno negli eventi pubblici – dovrebbero essere sufficienti per evitare ulteriori restrizioni e per garantire che i bambini e i ragazzi possano tornare a scuola dopo la pausa estiva. Tuttavia molto dipenderà dall’andamento dei contagi nelle prossime settimane.

In Svizzera

Anche in Svizzera, come in Germania, le lezioni sono ripartire già a maggio. Alcuni cantoni, come quello di Zurigo, hanno deciso di dividere le classi in gruppi piccoli che sono andati a scuola a giorni alternati. A Ginevra invece i turni sono stati distribuiti tra mattina e pomeriggio.

In vista del ritorno tra i banchi a settembre ora la discussione si è spostata sulle mascherine. I cantoni Lucerna e Giura hanno deciso di renderle obbligatorie per alcuni livelli d’istruzione. Nel cantone della Svizzera tedesca la regola vale a partire dalle medie, mentre nel Giura l’obbligatorietà potrebbe essere estesa anche agli ultimi anni delle elementari, secondo quanto riferisce Rsi News. Anche altri cantoni stanno valutando di fare lo stesso.

Danimarca e Olanda

Molti Paesi del Nord Europa hanno deciso di  far tornare in classe i più piccoli già in primavera, in quanto meno soggetti a contrarre e a ritrasmettere il virus rispetto ai ragazzi più grandi.

La Danimarca  è stata la prima a riaprire le scuole, il 14 aprile, partendo da quelle dell’infanzia e dalle elementari. Nella scuola dell’infanzia i bambini sono stati divisi in piccoli gruppi. L’insufficienza di spazi al chiuso nelle scuole è stata risolta facendo lezione all’aperto, affittando tende da giardino o utilizzando strutture offerte da associazioni o spazi pubblici. Per le superiori si è deciso di far rientrare a scuola chi doveva sostenere l’esame di maturità, mentre gli altri hanno continuato a seguire le lezioni da casa.

In Olanda le scuole elementari sono state riaperte a maggio, a  “part-time”. Da giugno sono stati fatti rientrare anche gli studenti delle superiori, alternando lezioni frontali e didattica a distanza. Per quel che riguarda il distanziamento fino ai 17 anni non è previsto.