Auto, la mancanza di chip fa crollare le immatricolazioni nell’Ue

Auto parcheggiate nello stabilimento del nuovo gruppo automobilistico Stellantis, a San Nicola di Melfi (Potenza), il 21 gennaio 2021. [EPA-EFE/TONY VECE]

Le vendite di auto nell’Ue nel 2021 sono scese a un nuovo minimo storico, a causa della pandemia di Covid e della carenza di chip, secondo i dati del settore pubblicati martedì 18 gennaio.

Le immatricolazioni di autovetture nuove nell’Ue l’anno scorso sono diminuite del 2,4% attestandosi a 9,7 milioni di veicoli, la peggiore performance dall’inizio delle statistiche nel 1990, secondo i dati dell’Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA).

Il dato segue lo storico calo di quasi il 24% subito nel 2020 a causa delle restrizioni pandemiche, e porta le nuove immatricolazioni di auto nell’Ue a 3,3 milioni in meno rispetto al 2019.

La mancanza di semiconduttori, i chip dei computer utilizzati in una moltitudine di sistemi di gestione delle automobili sia tradizionali che elettriche, è una delle ragioni principali della frenata dell’industria.

“Questo calo è il risultato della carenza di semiconduttori, che ha avuto un impatto negativo sulla produzione di automobili durante tutto l’anno, ma soprattutto durante la seconda metà del 2021”, ha affermato ACEA.

Le case automobilistiche inizialmente hanno minimizzato l’impatto della carenza di chip, che però le ha portate a rallentare la produzione e persino a bloccare alcuni stabilimenti.

Le vendite di auto nell’Ue hanno registrato un forte rimbalzo nel secondo trimestre, ma per la maggior parte del secondo semestre sono diminuite di circa il 20%. Inoltre, le prospettive a breve termine per le forniture non sono buone.

“L’inizio del 2022 sarà ancora difficile in termini di fornitura di chip”, ha detto all’AFP Alexandre Marian della società di consulenza AlixPartners.

“La situazione dovrebbe migliorare a metà anno, ma ciò non significa che non si presenteranno altri problemi, riguardanti materie prime, catene di approvvigionamento e carenza di manodopera”, ha aggiunto.

La carenza di chip è una conseguenza della pandemia, perché la produzione è stata interrotta dai lockdown e dalla malattia dei dipendenti, nonché da problemi della catena di approvvigionamento e dall’aumento della domanda globale di elettronica.

La pandemia ha anche fatto salire i prezzi di molte materie prime e causato carenza di manodopera in alcune aree.

La Germania ha inserito la retromarcia

Se i mercati di Francia, Italia e Spagna hanno registrato guadagni modesti, il dato complessivo dell’Ue è stato trainato al ribasso da un calo del 10,1% delle vendite in Germania, che è di gran lunga il mercato automobilistico più grande d’Europa e che nel 2021 ha rappresentato un quarto delle vendite totali (oltre 2,6 milioni di veicoli).

Se la carenza di semiconduttori è stata il principale fattore che ha frenato un rimbalzo, l’Ue è stata meno performante rispetto agli altri principali mercati in cui la ripresa dalla pandemia è stata più forte. Il mercato automobilistico cinese è cresciuto infatti del 4,4%, e quello statunitense del 3,7%.

Il calo delle vendite europee potrebbe anche riflettere “il forte aumento del prezzo medio delle auto, nonché un atteggiamento di aspettativa da parte dei consumatori nei confronti dei veicoli elettrici che li sta spingendo a rimandare gli acquisti e mantenere più a lungo il loro veicolo attuale”, hanno affermato gli analisti di Inovev, una società di analisi dei dati automobilistici.

Il crollo di Renault 

Le prime tre case automobilistiche europee hanno tutte registrato un calo delle vendite nel mercato comune. Volkswagen è riuscita a mantenere il primo posto, ma un calo delle vendite del 4,8%, a 1,4 milioni di veicoli, ha fatto scendere la sua quota di mercato al 25,1%.

Stellantis, nata dalla fusione del gruppo italiano FCA e della francese Peugeot-Citroen, ha subito un calo minore (- 2,1%, per un totale di 2,1 milioni di unità), portando la sua quota di mercato al 21,9%.

Il gruppo Renault ha subito invece un calo del 10%, con le vendite del suo marchio omonimo in discesa del 16%, mentre quelle della low-cost Dacia e di quello sportivo Alpine sono aumentate. Il gruppo automobilistico francese ha visto la sua quota di mercato ridursi al 10,6%.

BMW ha registrato un aumento delle immatricolazioni dell’1,5%, mentre Daimler, proprietaria dei marchi Mercedes e Smart, ha subito un calo del 12,4%.

Il gruppo coreano Hyundai, che comprende i marchi Hyundai e Kia, ha consolidato la sua posizione di quarto produttore automobilistico nell’Ue, con un aumento del 18,4% a oltre 828.000 veicoli. La sua quota di mercato è salita all’8,5%.

I dati, forniti dai membri di ACEA, non includono le vendite del produttore di veicoli elettrici statunitense Tesla, e non includono la ripartizione per veicoli a benzina, diesel ed elettrici, che sono forniti in una relazione trimestrale separata.