Antitrust Ue, multa da 60 milioni a Teva e Cephalon: “Hanno ritardato l’ingresso sul mercato di un farmaco generico”

epa08843349 European Executive Vice-President Margrethe Vestager gives a news conference on antitrust case at European Commission in Brussels, Belgium, 26 November 2020. EPA-EFE/JOHANNA GERON / POOL

La Commissione europea ha inflitto una multa rispettivamente di 30 e di 30,5 milioni alle aziende farmaceutiche Teva e Cephalon per aver accettato di ritardare di diversi anni l’ingresso sul mercato di una versione generica del farmaco di Cephalon per i disturbi del sonno, il modafinil, dopo la scadenza dei principali brevetti.

“L’accordo pay-for-delay di Teva e Cephalon ha danneggiato i pazienti e i sistemi sanitari nazionali, privandoli di farmaci più convenienti”, ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue con delega alla concorrenza Margrethe Vestager.

La decisione riguarda un accordo di composizione brevettuale in base al quale Cephalon ha indotto Teva a non entrare sul mercato con una versione più economica del modafinil, in cambio di un pacchetto di accordi commerciali collaterali a vantaggio di Teva e di alcuni pagamenti in contanti. Teva deteneva i propri brevetti per il modafinil ed era pronta a lanciare sul mercato la propria versione generica. Poi, ha concordato con Cephalon di bloccare l’operazione.

Secondo Bruxelles questa intesa “pay-for-delay” ha consentito a Cephalon di eliminare un concorrente e continuare a praticare prezzi elevati, anche se il brevetto principale del modafinil era scaduto da tempo. L’ingresso del generico apre alla concorrenza sui prezzi che può portare a riduzioni dei costi fino al 90%, spiega in una nota la Commissione Ue. Quando Teva è entrata nel mercato britannico con il farmaco generico per un breve periodo nel 2005, ha offerto un prezzo inferiore del 50% rispetto al prezzo del Provigil di Cefalon.

Questo tipo di accordi non ha conseguenza negative solo sul mercato ma anche sull’innovazione. “La concorrenza dei farmaci generici stimola le aziende farmaceutiche a concentrare i loro sforzi sullo sviluppo di nuovi farmaci piuttosto che sulla massimizzazione dei flussi di reddito dei loro vecchi farmaci, preservando artificialmente l’esclusività del mercato”, osserva Bruxelles.