Amendola: “Già al lavoro per presentare le riforme entro ottobre”

epa08224165 Il ministro per gli affari europei, Enzo Amendola. EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ

Il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, ha ribadito in Senato che l’obiettivo del governo è “presentare il piano nazionale per la ripresa alla Commissione europea entro ottobre, insieme alla legge di bilancio, e non aspettare fino alla chiusura della finestra del 30 aprile 2021″.

“La Commissione europea è pronta a recepire i piani dal 15 ottobre” ha aggiunto il ministro, ma “l’interlocuzione tecnica con l’Italia è già iniziata”, in modo da velocizzare l’erogazione dei fondi di Next Generation Eu.

Incaricato di redigere il piano di riforma sarà il Ciae, il comitato interministeriale per gli affari europei che è già al lavoro su “schede di progetto” e che potrà contare sulla consulenza di “esperti economisti”.

Il Comitato raccoglierà inoltre tutti i contributi provenienti dalle realtà locali e settoriali in modo da includerli nel piano e mettere tutto a sistema. Il ministro Amendola lascia aperta la porta al Parlamento specificando che il dialogo con la Ciae Parlamento avverrà “con le modalità che riterrete più opportune”.

Parlando di obiettivi, invece, Amendola li ha riassunti con la formula “riforme e investimenti”. L’Italia riceverà infatti “200 miliardi di euro, 81 miliardi di sussidi e 127 miliardi di prestiti”, ha ricordato il ministro, e questi fondi serviranno a realizzare un “sistema più forte e più resiliente”. Per farlo si partirà dalle riforme richieste anche dalla Commissione europea, come quelle della pubblica amministrazione e della giustizia. A queste Amendola ha aggiunto “l’inclusione sociale, ricucire le fratture geografiche con infrastrutture materiali e immateriali, e fratture sociali, come l’occupazione femminile o l’abbandono scolastico”. Non manca infine un riferimento agli obiettivi strategici di lungo termine che, come concordato a livello europeo, saranno raggiunti con politiche mirate a favorire “l’innovazione digitale e un’economia sostenibile”.