Amazon, la Commissione Ue apre un’indagine per concorrenza sleale

La vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Margrethe Vestager. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Il colosso americano è accusato di utilizzare i dati relativi all’attività di venditori indipendenti per favorire i propri prodotti.

La vicepresidente esecutiva della Commissione Ue Margrethe Vestager ha annunciato di aver aperto un’indagine contro Amazon per violazione delle regole sulla concorrenza. Bruxelles contesta il fatto che Amazon si basi sistematicamente su dati aziendali non pubblici di venditori indipendenti che vendono sul suo mercato, a vantaggio della sua attività di vendita al dettaglio, che compete direttamente con tali venditori di terze parti.

La Commissione ha anche avviato una seconda indagine formale antitrust sul possibile trattamento preferenziale delle offerte al dettaglio di Amazon e di quelle dei venditori sul mercato che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon.

“Dobbiamo garantire che le piattaforme a doppio ruolo con potere di mercato, come Amazon, non distorcano la concorrenza. I dati sull’attività di venditori terzi non devono essere utilizzati a vantaggio di Amazon quando agisce come concorrente di questi venditori – ha spiegato Vestager -. Anche le condizioni di concorrenza sulla piattaforma Amazon devono essere eque. Le sue regole non devono favorire artificialmente le offerte al dettaglio di Amazon o avvantaggiare le offerte dei rivenditori che utilizzano i servizi logistici e di consegna di Amazon”.

Amazon ha un duplice ruolo, ricorda la Commissione Ue, fornisce un mercato dove i venditori indipendenti possono vendere prodotti direttamente ai consumatori vende prodotti come rivenditore sullo stesso mercato. In qualità di marketplace service provider, il colosso di Jeff Bezos ha accesso a dati come il numero di unità di prodotti ordinati e spediti, i ricavi dei venditori sul mercato, il numero di visite alle offerte dei venditori, i dati relativi alle spedizioni, le prestazioni passate dei venditori e altri reclami dei consumatori sui prodotti, incluse le garanzie attivate.

Questo permette ad Amazon di “evitare i normali rischi della concorrenza al dettaglio e di sfruttare la sua posizione dominante sul mercato della fornitura di servizi di mercato in Francia e in Germania, i più grandi mercati nell’Ue”.

La seconda indagine riguarda la logistica, il servizio Amazon Prime e in particolare la “Buy Box” a cui viene associata la relativa dicitura sul portale del gruppo. Il sospetto dell’autorità UE è che anche in questo caso “favorisca le proprie offerte e le offerte che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon”. In particolare, l’Ue verificherà i criteri utilizzati da Amazon per selezionare i “vincitori” della “Buy Box” (quel riquadro della scheda prodotto dal quale l’utente può aggiungere l’articolo nel carrello oppure acquistarlo subito). L’Antritrust Ue sospetta che Amazon favorisca le proprie offerte e quelle che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon.