Alto rischio corruzione in Europa per i fondi di Next Generation EU: Bulgaria e Italia tra i Paesi più esposti

Un'ombra nella sala partenze del Terminal 2 dell'aeroporto di Monaco di Baviera, Germania, 13 marzo 2020. EPA-EFE/LUKAS BARTH-TUTTAS

Uno dei tanti effetti negativi dell’attuale crisi COVID-19 è che secondo vari studi porterà ad un aumento dei casi di frode e corruzione. Italia, Bulgaria, Romania e Ungheria i Paesi più esposti al rischio.

Nell’immaginario cinematografico la corruzione è spesso associata alle forze dell’ordine o al mondo politico: gang criminali delle metropoli americane o nei Paesi sudamericani che tengono al libro paga poliziotti e ufficiali per poter controllare senza essere disturbati il traffico di droga o il giro di prostituzione, e uomini del Congresso disposti a favorire qualunque lobby in cambio di un pacchetto cospicuo di voti.

In realtà le forme “classiche” della corruzione, almeno in Europa, sono altre. Mazzette, regali, lussuosi viaggi offerti, piccoli e grandi favori per riceverne altri in cambio, favori sessuali, percentuali sulle gare d’appalto o sui bandi, percentuali sulle forniture fatte acquistare da un’amministrazione pubblica o dal sistema sanitario. 

Non si tratta solo di reati ma di pratiche che inquinano il buon funzionamento dei servizi pubblici e della gestione pubblica. È il tristemente noto caso delle gare d’appalto in Italia o delle questioni legate allo smaltimento dei rifiuti. Il danno in questi casi non è solo economico ma anche sociale e ambientale. 

A gennaio 2020 era stata pubblicata la classifica 2019 relativa all’indice di percezione della corruzione da Transparency International. I due Paesi in assoluto più virtuosi secondo questo report sono Danimarca e Nuova Zelanda ma sono tanti i paesi europei nelle prime dieci posizioni: Finlandia, Svezia, Norvegia, Svizzera, Germania, Olanda, Lussemburgo. L’Italia, con un indice di 53 punti, si trova tra gli ultimi posti in Europa, poco prima di Bulgaria, Romania e Ungheria che occupano le ultime tre posizioni della classifica continentale.

Naturalmente, i dati presi in esame si riferiscono solo alla percezione del fenomeno, e non alla sua dimensione reale. In molti ambiti, le ricerche campionarie sulla percezione di fenomeni tendono a sovrastimare (o sottostimare) un problema. Ma, del resto, proprio perché si tratta di un fenomeno nell’ombra per così dire, è difficile avere una classifica che prescinda dalla percezione che se ne ha.

Coronavirus e corruzione 

Uno dei tanti effetti negativi dell’attuale crisi COVID-19 è che secondo vari studi porterà ad un aumento dei casi di frode e corruzione. 

Del resto, proprio in Italia, un caso eclatante è già scoppiato: otto persone sono finite agli arresti domiciliari tra cui il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19 in Sicilia Antonino Candela, già commissario straordinario e direttore generale dell’Asp di Palermo. Avrebbe intascato mazzette per 260 mila euro. 

Come sottolinea di nuovo Transparency International, infatti, “L’approvvigionamento nei sistemi sanitari è una delle attività più colpite dalla corruzione. Con la necessità di nuove forniture di dispositivi medici e di medicinali si registrerà un ulteriore stress per gli appalti. L’uso delle procedure d’urgenza, giustificato in questo momento, espone a una serie di nuovi rischi, legati alla riduzione dei tempi, alla concentrazione di poteri decisionali, all’asimmetria informativa nella scelta dei beni da acquistare (es quali mascherine, quali macchinari per le analisi…)”.

Aumentano cioè i rischi di corruzione e di altri comportamenti contrari all’interesse collettivo, perpetrati proprio a causa dell’urgenza. 

Non è dunque un caso che sulla pagina ufficiale dell’ANAC (Autorità nazionale anti-corruzione) vi sia una lunga lista di provvedimenti adottati dall’Anac inerenti le disposizioni per emergenza Coronavirus. 

I soldi di Next Generation EU

I 750 miliardi proposti dalla Commissione Europea nel pacchetto Next Generation EU fanno gola a molti. Manca ancora il via libera dei Governi dei Paesi membri e probabilmente la riunione del 19 giugno del consiglio europeo non porterà ad un immediato accordo.

Mentre dunque i Paesi si schierano su diversi fronti e ballano la danza della diplomazia, in tanti iniziano già a pensare a come usare queste risorse.

In un webinar organizzato da EURACTIV Bulgaria a cui ha partecipato anche il commissario europeo Thierry Breton, l’europarlamentare bulgaro Radan Kanev, ha spiegato che la Bulgaria ha avuto “canali di corruzione ben mantenuti” fin dai tempi delle fine del comunismo, e questo “nuovo inizio” potrebbe essere una grande occasione per la mafia.

L’eurodeputato ha sottolineato la necessità di controllare il modo in cui i fondi europei saranno spesi, ed è stato categorico sul fatto che i meccanismi nazionali esistenti siano inefficaci e che l’istituzione di un pubblico ministero europeo non sia una soluzione sufficiente.

Nel frattempo, in Italia, proprio gli Stati Generali dell’economia voluti dal premier Conte sono aperti a diversi attori, istituzionali e non, per «far ripartire l’Italia» dopo l’emergenza coronavirus e progettare la ripresa. Tra i partecipanti dovrebbero esserci gli amministratori delegati o i presidenti delle principali realtà industriali o finanziarie italiane — oltre che delle partecipate più grandi, come Eni, Enel, Leonardo e Fincantieri — e alcuni tra i più noti imprenditori, economisti e architetti italiani. 

“Non vogliamo sprecare neanche un euro per il rilancio del paese, non ci accontenteremo di ripristinare una normalità, non vogliamo ripristinare lo status quo ma migliorare il paese” aveva detto il premier Giuseppe Conte facendo il punto sulla prima giornata di lavoro degli Stati generali dell’economia.