Alma: cosa sappiamo finora sul programma per i Neet annunciato da Ursula von der Leyen

Il programma dovrebbe partire a gennaio e ha come obiettivo aiutare quei giovani che non studiano e non lavorano, dando loro la possibilità di fare un’esperienza professionale temporanea in un altro Stato membro.

Un “Erasmus del lavoratori” è stato già ribattezzato così il programma Alma che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione. “Dobbiamo intensificare il nostro sostegno a coloro che cadono nei vuoti – coloro che non hanno alcun tipo di occupazione, istruzione o formazione”, ha sottolineato la presidente. Su come la Commissione intenda declinare questa proposta sappiamo ancora poco.

Il programma dovrebbe partire a gennaio e ha come obiettivo aiutare nella ricerca di nuove opportunità occupazionali quei giovani che non studiano e non lavorano e che dopo la pandemia fanno ancora più fatica a trovare uno sbocco professionale. Alma dovrebbe prevedere un incentivo alla mobilità sulla falsa riga dei programmi di scambio tra studenti previsti nell’ambito dell’Erasmus.

“Il progetto Alma rappresenta un segnale importante che si affianca all’impegno dimostrato dalle istituzioni italiane di voler rendere  i giovani i veri protagonisti del cambiamento. Finalmente, si sta iniziando a prendere coscienza del fatto che gli under 35 sono coloro che hanno subito di più, e continueranno a subire, gli effetti della pandemia”, Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio nazionale dei giovani commenta così l’annuncio di Von der Leyen.  “Aprire a un Erasmus per i Neet è fondamentale se vogliamo abbattere le disuguaglianze e rendere più sostenibile non solo il futuro dei nostri giovani ma anche della stessa Europa. Apprezziamo molto le parole del ministro per le politiche giovanili Fabiana Dadone, che ha accolto questa iniziativa come un’opportunità per l’Italia perché assuma un ruolo centrale nel rilancio delle nuove generazioni, oggi ancora più fragili e in cerca di risposte”, aggiunge Pisani.

Il fallimento di Garanzia giovani

Come ricorda Euractiv.com un progetto simile era già stato previsto nel 1995 con il programma Leonardo da Vinci, che mira a migliorare la mobilità sul mercato del lavoro e  consente di effettuare tirocini formativi in aziende estere europee, per un periodo variabile compreso tra le 22 e le 26 settimane. Però questo progetto non prevedeva un focus specifico sui cosiddetti Neet, a cui si rivolge invece il programma “Garanzia giovani”, che ha come primo obiettivo il contrasto della crisi dell’occupazione giovanile ma finora si è rivelato un flop, soprattutto in Italia. Nell’ambito di questo programma, per il periodo 2014-2020, sono stati stanziati finanziamenti per circa 6 miliardi di euro a favore di tutti i Paesi Ue, e in via prioritaria a quelli con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%.

L’Italia con oltre 2 milioni i giovani fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano si conferma l’ultimo Paese Ue per politiche di formazione giovanili orientate all’occupazione. Nella maggior parte dei casi nel nostro Paese gli stage avviati con Garanzia giovani non si traducono mai in una reale offerta di lavoro. Questa tendenza, tutta italiana, era stata evidenziata anche dalla Corte dei conti Ue in un rapporto su Garanzia giovani del 2017.

I dati in Europa

Al luglio 2021, 2.854 milioni di persone sotto i 25 anni erano disoccupate in tutta l’Ue. Anche se la disoccupazione giovanile è diminuita dal 18,7% del 2020 al 16,2% di quest’anno nell’Ue, in Paesi come Grecia, Italia e Spagna la disoccupazione giovanile raggiunge tassi molto elevati. In Grecia, il tasso che è in calo ma rimane il più alto nella zona euro, è salito al 17% ad aprile. In questo scenario, le organizzazioni giovanili di tutta l’Ue hanno accolto con favore l’annuncio di Von der Leyen, ma mettono in guardia dal rischio di creare un’altra “tigre di carta”.

“Alma dovrà essere sviluppato in complementarità con l’Eures Targeted Mobility Scheme (TMS) che già sostiene gli over 18 che desiderano trovare un lavoro, un tirocinio o un apprendistato in uno stato membro dell’Ue, in Islanda o in Norvegia – sottolinea la rete d’informazione giovanile Eurodesk – ad esempio finanziando corsi di lingua, riconoscimento delle qualifiche, spese di viaggio e soggiorno”.