Aiuti di Stato, Vestager: “Le differenze tra i Paesi Ue rischiano di rallentare la ripresa”

La commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager durante una conferenza stampa a Bruxelles, [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

In un’intervista alla Süddeutsche Zeitung la commissaria europea alla Concorrenza ha dichiarato che questa disparità rischia di distorcere la concorrenza all’interno del mercato unico europeo

La commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager, ha espresso preoccupazione per le “enormi differenze” tra i Paesi dell’Unione europea negli aiuti di Stato, che a suo dire rischiano di creare distorsioni nel mercato unico europeo.

Il rischio è che queste differenze tra gli Stati membri distorcano la concorrenza e rallentino la ripresa economica dalla pandemia, afferma Vestager in un’intervista al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung .

Ad esempio la Germania può spendere quasi mille miliardi per aiutare le sue imprese, l’Italia circa 300. La ragione di questo, come ha spiegato Milena Gabanelli su Dataroom, sta nel fatto che le richieste di autorizzazione agli aiuti dipendono dai bilanci dei singoli Stati.

Garantire condizioni di concorrenza eque all’interno del mercato unico è uno dei capisaldi dell’Unione europea ed è stata a lungo una condizione chiave per l’apertura a operatori stranieri. Ma la Commissione europea ha sospeso a metà marzo le restrizioni sugli aiuti di Stato, consentendo ai 27 Stati dell’UE di pompare denaro nelle loro economie, con più di 1.900 miliardi di euro di programmi nazionali approvati finora.

Parlando del piano di ripresa dell’UE che dovrebbe essere annunciato il 27 maggio, Vestager ha detto che non ci sono garanzie che sia sufficiente, ma che la Commissione sta cercando di fare del suo meglio. “Non posso prevedere come reagiranno gli Stati membri”, ha precisato, aggiungendo che non si sorprenderebbe se la proposta suscitasse opinioni diverse.

In riferimento a come è stata gestita l’emergenza dai singoli Paesi, Vestager si è lamentata del fatto che molte decisioni sono state prese senza coordinarsi con Bruxelles.