Aiuti di stato, l’Ue approva il regime da 1,24 miliardi per le imprese italiane che assumono giovani

La vicepresidente della Commissione Ue responsabile per la concorrenza Margrethe Vestager. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di stato dell’Italia da 1,24 miliardi di euro  a favore delle imprese che assumono giovani nel contesto della pandemia di Covid-19.

L’Italia ha notificato all’esecutivo Ue, nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di stato istituito per rispondere all’emergenza del coronavirus, un regime da 1,24 miliardi di euro a sostegno delle imprese che assumono giovani.

La misura consiste nell’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali per tutte le imprese che assumono lavoratori sotto i 36 anni, oppure che trasformano i loro contratti a tempo determinato già esistenti in contratti a tempo indeterminato.

L’esenzione avrà validità per un periodo di 38 mesi e un importo massimo di 6 mila euro per ogni singolo dipendente. Per le assunzioni e trasformazioni di contratto in alcune regioni del Sud Italia la misura potrà essere estesa fino a 48 mesi. Per poter beneficiare dell’esenzione, i datori di lavoro non possono aver licenziato lavoratori nei sei mesi precedenti all’assunzione o trasformazione, né lo possono fare nei 9 mesi successivi.

“Sono soprattutto i giovani a incontrare difficoltà a trovare un lavoro a tempo indeterminato. Questo regime da 1,24 miliardi adottato dall’Italia sosterrà l’occupazione e aiuterà le imprese a offrire posti di lavoro stabili”, ha dichiarato Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per la concorrenza.

La Commissione europea ha giudicato la misura proporzionata sulla base dei criteri per la concorrenza, e che è in linea con le condizioni di necessità stabilite dal quadro temporaneo per gli aiuti di stato.

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Le nuove …

Il quadro temporaneo

Lanciato per la prima volta il 19 marzo 2020 e successivamente modificato, il quadro temporaneo per gli aiuti di stato dell’Ue prevede che i Paesi membri possano concedere una serie di sostegni economici mirati, soggetti a regole precise.

In particolare, sono possibili sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e pagamenti anticipati per coprire un fabbisogno di liquidità fino a un massimo di 225 mila euro per le imprese del settore agricolo, 270 mila per il settore della pesca e 1,8 milioni per tutti gli altri settori.

Lo stato può concedere garanzie per assicurarsi che le banche continuino a erogare prestiti alle imprese che ne hanno bisogno, arrivando a coprire fino al 90% del rischio. Inoltre, sono previsti prestiti pubblici agevolati alle imprese.

Fanno parte della misura anche la sospensione delle imposte e dei contributi previdenziali per i settori particolarmente colpiti e le integrazioni salariali per i lavoratori impiegati negli ambiti che hanno sofferto maggiormente l’impatto del coronavirus.

Il quadro temporaneo prevede infine sostegni alle attività di ricerca connesse al coronavirus, così come alla costruzione e miglioramento dei centri sperimentali per sviluppare i prodotti utili a fronteggiare la pandemia di Covid-19.

Questo quadro resterà in vigore fino a fine dicembre 2021, ma la sua eventuale proroga sarà valutata in corso d’opera dalla Commissione europea.