Agricoltura, la Germania spinge per sospendere le regole sulla rotazione delle colture

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Il ministro dell’agricoltura tedesco Cem Özdemir sta facendo pressioni alla Commissione europea per posticipare un nuovo regolamento sulla rotazione delle colture, così da permettere agli agricoltori di coltivare più grano per far fronte alla crisi causata dalla guerra in Ucraina.

Il ministro Özdemir ha chiesto che le nuove regole europee sulla rotazione delle colture, che dovrebbero entrare in vigore dal 2023, vengano posticipate di un anno. Secondo le nuove regole, gli agricoltori non possono coltivare la stessa coltura principale sullo stesso terreno arabile per due anni di fila. Per esempio, se in un campo dovesse essere coltivato grano invernale un anno, nel successivo avrebbero dovuto essere seminati mais, colza o altre culture simili nel successivo.

“La guerra di aggressione russa in Ucraina e gli effetti sulla sicurezza alimentare globale sono una preoccupazione per tutti noi”, ha detto Özdemir, sottolineando che la sua richiesta è basata sulle attuali condizioni di difficoltà del mercato del grano.

“Perciò sto cercando di convincere Bruxelles a ritardare il nuovo schema di rotazione delle colture cosicché i nostri agricoltori possano coltivare più grano”, ha detto il ministro dell’agricoltura tedesco, aggiungendo che altrimenti il grano non avrebbe più potuto essere coltivato in molti campi in autunno.

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La Germania non è dipendente dalla Russia o dall’Ucraina per le esportazioni di grano, ma è a sua volta un importante fornitore globale, con una quota di mercato del 5% nel 2020. Secondo Özdemir, posticipare lil regolamento sulla rotazione delle colture è un modo migliore di incrementare la produzione di grano rispetto a concedere il permesso agli agricoltori di usare terreni incolti e altre aree protette.

Quest’ultima proposta è stata avanzata dalla Commissione europea nella sua recente comunicazione sulla sicurezza alimentare, ma la Germania ha scelto di consentire l’uso delle aree protette solo per il foraggio.

Il regolamento sulla rotazione delle colture, conosciuto come “standard Gaec 7” nella nuova Politica agricola comune (Pac), è parte delle cosiddette regole di condizionalità che consentono agli agricoltori di ricevere pagamenti diretti dalla Pac solo se rispettano una serie di requisiti minimi.

Posticipare il regolamento “faciliterebbe considerevolmente gli attuali piani di coltivazione degli agricoltori e l’implementazione dei sussidi Ue nel 2023, senza avere un impatto negativo considerevole sulla protezione del clima e la biodiversità”, ha detto Özdemir.

Ma non tutti sono d’accordo. “È una proposta completamente fuori luogo”, ha detto Celia Nyssens dell’Ufficio europeo per l’ambiente (Eeb) a EURACTIV. “Le rotazioni delle colture sono fondamentali per il controllo dei parassiti e la protezione del suolo, perciò questo avrebbe un impatto negativo”, ha aggiunto.

“Pratiche semplici come la rotazione delle colture sono tra le misure più importanti per costruire la resilienza”, in particolare ora che “andiamo da un evento meteorologico estremo all’altro ogni anno”, ha concluso Nyssens.

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Piuttosto che cercare di aumentare la produzione alimentare a causa della guerra in Ucraina, Nyssens ritiene che coloro che sono a rischio o che già affrontano l’insicurezza alimentare dovrebbero essere “in grado di accedere al cibo e di permetterselo” e che la terra e le colture dovrebbero essere riorientate “per l’uso alimentare umano piuttosto che per la bioenergia o i mangimi per il bestiame”.

Per l’economista agrario Sebastian Lakner, la promessa di concentrarsi sull’uso del grano e sulle misure che limitano il consumo di biocarburanti e mangimi, piuttosto che rinviare la regola della rotazione delle colture, potrebbe portare a una produzione di grano leggermente superiore.

Lo scienziato ha anche sottolineato che un allentamento temporaneo della regola potrebbe creare incentivi che, ad esempio, renderebbero più facile per i coltivatori di mais con rotazioni delle colture ravvicinate utilizzare la loro coltivazione come mangime o bioenergia.

Finora i produttori di mais sono stati i più in difficoltà con i requisiti di rotazione delle colture e sono propensi a piantare il mais più di una volta.

L’iniziativa di Özdemir è stata accolta con favore dall’Associazione degli agricoltori tedeschi (Dbv). “Vogliamo poter continuare a coltivare il grano da pane nella stessa misura di prima”, ha dichiarato il presidente dell’associazione, Joachim Rukwied.

Secondo Rukwied, questa misura deve essere considerata solo un primo passo. “Ora ci aspettiamo proposte da Bruxelles e Berlino su come risolvere la crisi alimentare”, ha aggiunto.

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