Aerei, 12 Paesi scrivono all’Ue: voucher al posto dei rimborsi

Le compagnie aeree stanno cercando di ridurre i costi in ogni modo. In molte hanno chiesto aiuti di Stato e si oppongono a misure di distanziamento sociale, che inciderebbero sui loro margini di profitto. [EPA-EFE/ENNIO LEANZA]

Dodici paesi hanno chiesto alla Commissione europea di sospendere la legge che impone alle compagnie aeree di offrire ai passeggeri un rimborso completo per i voli cancellati, proponendo come alternativa dei voucher a tempo limitato.

Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo hanno cofirmato una lettera mercoledì 29 aprile in cui si esorta l’esecutivo dell’Unione europea ad apportare un’ulteriore modifica alle proprie regole.

“Quando la formulazione del regolamento è stata concepita, l’attuale crisi globale e il suo impatto sui viaggi aerei non potevano essere previsti”, scrivono nella lettera, precisando che la Commissione dovrebbe prima emettere nuove linee guida e poi una proposta di emendamento.

I 12 paesi affermano che le compagnie aeree dovrebbero essere autorizzate a offrire ai passeggeri coupon da utilizzare in un secondo momento, invece di un rimborso in contanti, attualmente precluso dall’attuale codice dei diritti. La legge prevede che i passeggeri vengano rimborsati entro sette giorni. Ma compagnie come Air France, KLM e Ryanair hanno detto ai passeggeri che dovranno attendere almeno diversi mesi per il rimborso, mentre altre hanno ignorato l’opzione di rimborso e hanno semplicemente emesso un voucher.

La lettera insiste sul fatto che la proposta “non solo proteggerà le compagnie aeree e i consumatori in questi tempi difficili, ma stimolerà anche la ripresa del mercato attraverso la flessibilità dei viaggi e il rafforzamento della fiducia dei consumatori a lungo termine”.

La Commissione aveva apportato una modifica temporanea al diritto comunitario nel mese di marzo, quando le istituzioni hanno rinunciato a norme problematiche in materia di slot aeroportuali. Le compagnie aeree erano costrette a tenere in volo aerei vuoti per rispettare i requisiti di legge. La normativa in questione è stata modificata rapidamente.

Questa volta la soluzione non sarà né rapida né semplice. Il commissario Ue ai Trasporti Adina Vălean ha ribadito in diverse occasioni che non ci dovrebbero esserci sulle norme sui diritti e che questo cambiamento non gode del sostegno del Parlamento europeo.

Vălean ha incoraggiato le agenzie di viaggio a rendere la soluzione dei voucher più vantaggiosa possibile per i consumatori, un punto ribadito oggi dalla collega della Commissione Věra Jourová.

Il commissario europeo ai Trasporti mette in guardia contro i vincoli ecologisti per i salvataggi delle compagnie aeree. Adina Vălean in un’intervista a Euractiv.com ha detto che l’epidemia di coronavirus è il momento sbagliato per condizionare gli aiuti di stato per le compagnie aeree a misure ecologiche, ma ha avvertito l’industria di attenersi ai suoi obblighi in materia di diritti dei passeggeri.

Gli eurodeputati dovrebbero firmare qualsiasi emendamento e alcune figure di rilievo, tra cui il presidente del Comitato dei trasporti Karima Delli, sono contrarie all’idea. L’eurodeputata francese ha detto che “i passeggeri non possono essere due volte vittime della pandemia”.

Il capo dell’organizzazione europea dei consumatori Beuc, Monique Goyens, ha dichiarato: “Abbiamo visto innumerevoli esempi di compagnie aeree e compagnie di viaggio che hanno minato i diritti dei consumatori cercando di spingere le persone ad accettare i voucher. I consumatori non dovrebbero essere costretti dai governi a pagare il conto per salvare l’industria dei viaggi”.

Le compagnie aeree stanno cercando di ridurre i costi in ogni modo. In molte hanno chiesto aiuti di Stato e si oppongono a misure di distanziamento sociale a bordo degli aerei, che inciderebbero sui loro margini di profitto.