Kyriakides: “Vogliamo che l’Europa diventi leader nella sostenibilità alimentare”

La commissaria Ue per la Salute Stella Kyriakides. [EPA-EFE/JOHN THYS]

La determinazione dell’Ue a diventare un leader globale in materia di sostenibilità sarà accompagnata da investimenti in soluzioni che rispettino gli impegni stabiliti nella nuova politica alimentare dell’Unione, ha dichiarato la commissaria alla Salute Stella Kyriakides in un’intervista esclusiva a EURACTIV.com.

Gli investimenti in innovazione e ricerca faranno parte delle soluzioni che l’Ue vuole offrire per sostenere la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile, ha aggiunto il volto della strategia Farm to Fork (F2F) ovvero “Dal produttore al consumatore”.

Ritiene che ci sia stata troppa attenzione agli obiettivi della strategia Farm to Fork (F2F), mentre altri aspetti rilevanti sono stati trascurati da parte del pubblico?

In effetti, durante tutto il nostro lavoro sulla strategia è stato chiaro che ci sarebbe stato molto interesse per gli obiettivi. Sono comprensibili, tangibili e misurabili – e un chiaro segno del nostro livello di ambizione.

Tuttavia, come lei ha giustamente sottolineato, l’F2F rappresenta molto più di un elenco di obiettivi. Essa definisce una tabella di marcia che va dalle azioni sulla sicurezza alimentare, al miglioramento degli standard di benessere degli animali, alla riduzione della pressione di pesca nei mari di tutta Europa, alle azioni sullo spreco di cibo e sulle frodi alimentari.

Mentre le reazioni iniziali alla strategia si sono concentrate sugli obiettivi proposti, nei miei incontri regolari con tutti gli stakeholder coinvolti vedo che l’attenzione si sta spostando sulle diverse azioni che abbiamo proposto.

È molto incoraggiante vedere la reale volontà dei nostri partner della catena alimentare di impegnarsi con noi per realizzare quel cambiamento che i nostri cittadini e consumatori si aspettano da noi.

Quindi, d’ora in poi l’attenzione si concentrerà maggiormente sugli “aspetti costruttivi” di Farm to Fork, in termini di soluzioni fornite ai produttori alimentari?

La strategia F2F identifica già chiaramente gli strumenti e le soluzioni che forniremo ai produttori alimentari e, man mano che la strategia viene attuata a livello nazionale, regionale e locale, ne saranno disponibili molti altri.

La nostra Politica agricola comune (Pac) e la Politica comune della pesca (Pcp) rimarranno strumenti chiave per sostenere la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, garantendo al contempo una vita dignitosa agli agricoltori, ai pescatori e alle loro famiglie.

La ricerca e l’innovazione saranno anche fattori chiave per accelerare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili, sani e inclusivi – e noi investiremo generosamente in questi settori. Abbiamo proposto di spendere, nell’ambito del programma Horizon Europe, non meno di 10 miliardi di euro in ricerca e innovazione nei settori dell’agricoltura, dell’acquacoltura e della produzione alimentare per trovare tecnologie digitali e soluzioni basate sulla natura per il settore agroalimentare. Con il Fondo InvestEU, punteremo anche a promuovere gli investimenti nel settore agroalimentare per tutti gli attori, indipendentemente dalle loro dimensioni.

I risultati di questi investimenti faranno parte delle numerose soluzioni che saremo in grado di offrire per sostenere questa importante transizione. Con la strategia “Dal produttore al consumatore”, puntiamo a fornire agli agricoltori, i pescatori e i produttori europei l’opportunità di diventare leader mondiali nella sostenibilità. La nostra determinazione è sostenuta dagli investimenti che stiamo facendo e dagli strumenti che abbiamo a disposizione per adempiere a questi importanti impegni.

Ritiene che F2F – come ogni transizione – presenti dei compromessi?

Tutte le transizioni hanno un costo – ma in questo caso il costo dell’inazione sarebbe ancora maggiore per tutti noi. Il punto è che i nostri cittadini chiedono cibo sano e prodotto in modo sostenibile, da un pianeta sano e verde. È nostro dovere non fornire nulla di meno che questo.

La transizione verso la sostenibilità potrebbe quindi rappresentare un vantaggio competitivo a medio termine per i nostri agricoltori. Stimiamo che, a livello globale, i sistemi alimentari sostenibili possano creare un nuovo valore economico di oltre 1,8 trilioni di euro.

Sono pienamente consapevole del fatto che alcuni settori, come l’agricoltura e la pesca, avranno bisogno di sostegno per adattarsi alle nuove esigenze e ai nuovi modi di lavorare. Tuttavia, sono altrettanto convinta che la transizione verso la sostenibilità e la riprogettazione dei nostri sistemi alimentari porti opportunità economiche per tutti, non da ultimo per i nostri agricoltori.

Ma come affrontare le insidie che possono sorgere?

Non sottovaluto il potenziale impatto a breve termine sui settori. Per questo motivo, accompagneremo la transizione con strumenti sia finanziari che normativi. Dal punto di vista finanziario, la nuova Politica agricola comune fornirà agli Stati membri i mezzi per premiare e compensare le scelte sostenibili degli agricoltori.

Il cambiamento che prevediamo con l’F2F non avverrà dall’oggi al domani, ma abbiamo l’opportunità di costruire solidi sistemi alimentari per il futuro, oltre a sostenere una ripresa  dal Covid-19 verde e sostenibile.

All’inizio di giugno, i ministri hanno lamentato il rischio di asimmetrie tra le nuove esigenze dei produttori dell’Ue, che sono piuttosto elevate, e gli standard di sostenibilità dei prodotti importati, che sono più bassi. Per evitare questo scenario, quanto è importante la dimensione “esterna” della strategia?

La transizione verso sistemi alimentari sostenibili non può essere realizzata con successo solo dall’Ue. Per innalzare gli standard di sostenibilità a livello globale, dobbiamo lavorare con i nostri partner internazionali, a livello bilaterale o multilaterale, ad esempio attraverso le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale del commercio.

Ciò include il sostegno ai Paesi in via di sviluppo nella loro transizione verso sistemi alimentari sostenibili e fare della sicurezza alimentare una priorità assoluta nei futuri accordi bilaterali dell’Ue.

Svolgeremo tutti gli sforzi diplomatici per stabilire alleanze in campo internazionale al fine di guidare la convergenza verso un sistema alimentare globale sostenibile, in modo che gli agricoltori dell’Ue non siano svantaggiati rispetto ai produttori dei Paesi terzi.

Sono in corso riflessioni su come tali questioni ambientali di interesse globale potrebbero essere integrate nel processo decisionale dell’Ue per quanto riguarda, ad esempio, i livelli massimi di residui di pesticidi. Ciò potrebbe contribuire a garantire tali condizioni di parità.