Evi: “Nessuna scissione per ora, ma Stati Generali decisivi per collocazione M5S in Europa”

L'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Eleonora Evi. [CC-BY-4.0: © European Union 2019 – Source: EP]

Il gruppo del Movimento 5 stelle a Bruxelles si è spaccato la settimana scorsa sull’approvazione della Politica agricola comune (Pac). Cinque eurodeputati della pattuglia grillina a Bruxelles hanno votato contro la linea di partito e sono stati prontamente segnalati dalla capogruppo Tiziana Beghin a Roma. EURACTIV ha parlato con Eleonora Evi, tra i cinque “dissidenti” grillini sulla Pac.

Nessuna notte dei lunghi coltelli, sebbene l’ipotesi scissione sia stata ventilata da Ignazio Corrao. Sullo sfondo, l’ombra degli Stati Generali di metà novembre che ridisegneranno il movimento affrontando anche il nodo irrisolto della collocazione europea del partito.

EURACTIV ha parlato di tutto questo con Eleonora Evi, eurodeputato del M5S e tra i 5 dissidenti della Pac.

Lunedì il suo collega Ignazio Corrao ad Adnkronos ha parlato di scissione come “possibilità concreta”. Cosa sta succedendo?

Ignazio ha voluto semplicemente rendere palese una situazione che stiamo vivendo e che vede posizioni distanti su questo tema in particolare della Politica agricola comune (Pac), ma anche su altri dall’inizio della legislatura, come il voto di fiducia alla Commissione von der Leyen.

Sul Corriere, il capodelegazione Tiziana Beghin ha invitato tutti “a depositare le sciabole sul tavolo” e anche Castaldo su Repubblica ha detto che la scissione va scongiurata.

Trovo un po’ ipocrita da parte della capo delegazione uscire sui giornali parlando di scissione quando è stata lei che ha indicato il nostro deferimento ai probi viri del movimento [Crimi, Lombardi, Berti], chiedendo anche una risposta in tempi veloci.

Lo ha visto come un colpo basso?

Sicuramente lei ha rivendicato il deferimento per prima sui social, evocando la nostra espulsione. Mi sembra solo un po’ ipocrita fare un appello all’unità e dire che non vuole la scissione. Io per prima dico che non è ciò che voglio e non me lo auguro.

Però non lo esclude?

In questo momento quello che posso dire è che mi auguro che il processo di discussione, di dibattito e di ridefinizione delle nostre priorità politiche all’interno degli Stati Generali possano chiarire una volta per tutte dove sta il M5S senza più ambiguità.

Dunque anche capirne la collocazione al Parlamento europeo?

Leggevo sui giornali che secondo la capo delegazione Beghin ci sarebbero negoziati molto stretti aperti con socialisti e liberali di Renew Europe. Io di questo non sapevo niente, pur essendo membro della delegazione. Così come altri colleghi sono rimasta sorpresa leggendo questo. Si dice che ci saranno a breve novità. Mi auguro che prima di fare qualunque cosa si aspetterà l’esito degli stati generali. Mi parrebbe quantomeno bizzarro se non addirittura scorretto muoversi e approdare in gruppo che fanno da sempre parte della maggioranza al Parlamento europeo come socialisti e liberali.

Lei tifa Verdi.

Io continuo a nutrire la speranza che le porte dei Verdi si potranno aprire, anche perché la collocazione naturale del movimento secondo me è quella. E vedrei con grande delusione l’approdo ad altri gruppi.

I Verdi però restano diffidenti. Cosa succederebbe se alcune delegazioni nazionali verdi continuassero a porre il veto sull’ingresso del M5S?

Mi rendo conto che questo significherebbe rimanere ancora nei non iscritti ed è la condizione peggiore perché siamo adesso molto frustrati nel lavoro quotidiano non facendo parte di un gruppo politico. Io confido che si possano superare queste difficoltà con il gruppo dei Verdi. Se il M5S risolve quelle che sono le sue ambiguità nel corso del tempo, potremmo avere più chance di essere finalmente parte di una famiglia ecologista europea. Uno degli ostacoli principali è stato aver fatto il governo con la Lega e ora questa condizione non c’è più e spero che, chiarendo ulteriormente le nostre posizioni si possano riattivare i dialoghi.

Tutti i cinque che hanno votato in dissenso al movimento sulla Pac appoggiano la mozione Di Battista agli Stati Generali.

Non ne ho fatto mistero, trovo l’agenda proposta da Alessandro Di Battista giusta per ridisegnare il futuro del nostro Paese e contrastare la situazione drammatica che stiamo vivendo. Una cosa ho però aggiunto rispetto alla mozione Di Battista: credo che serva un azzeramento delle figure che rappresentano i vertici del M5S oggi. Sia quelle formalmente individuate, quindi capo politico e team del futuro, che si è rivelato inconsistente e anche piuttosto irrilevante, ma anche quelle “ombra”, quelle persone che ancora oggi hanno un ruolo importante all’interno del movimento e di fatto decidono. Questo non è sano e non va bene. Io chiedo nell’ambito degli Stati generali un reset per poi ricominciare a ragionare su una struttura veramente democratica del M5S.

Ci sono alternative alla collocazione del M5S in gruppi parlamentari pregressi?

C’era stato un tentativo di lavorare per un nostro gruppo all’interno del PE, un gruppo nuovo a trazione Cinque Stelle con delegazioni che al momento fanno parte di altri gruppi politici ma che avrebbero potuto unirsi in un progetto nuovo. Di questo però non si hanno più notizie. Io ero rimasta che si era arrivati ai numeri minimi per la costituzione di un gruppo e poi un veto da Roma ha bloccato tutto. Questa è un’altra cosa che a me fa molto pensare perché, come dicevo prima, questi vertici ombra che decidono per il M5S in realtà lo fanno in maniera del tutto arbitraria.

L’ambiente rappresenta una delle cinque stelle richiamate nel nome del movimento. Pensa che oggi stia brillando di meno da quando siete diventati “governativi”?

La stella dell’ambiente si è appannata, motivo per cui oggi deve essere rispolverata e rimessa al centro della nostra agenda politica. Noi veniamo da lì, i nostri attivisti hanno sempre portato avanti quel tipo di battaglie legate all’ambiente. Capisco il compromesso, la politica è dialogo ed è trovare punti in comune ma non è appiattirsi sempre e comunque. Io credo che il M5S abbia perso il mordente sui temi legati all’ambiente.

Nella sua attività parlamentare lei è molto vicina alle posizioni dei Verdi. Vede il suo futuro ancora nel M5S?

Io lo spero, perché con il M5S ho iniziato a fare politica e con loro vorrei continuare a farla. Spero che non sia il M5S a tradire e a trasformarsi in qualcosa di diverso che è molto più orientato a mantenere o a strizzare l’occhio all’establishment e allo status quo. Sembrano cliché, però lo sto vedendo con i miei occhi abbastanza concretamente.