Prodotti sostenibili, la preoccupazione degli attivisti ambientali per i ritardi dell’Ue

Le politiche di ecodesign mirano ad aumentare la riciclabilità e la riutilizzabilità dei prodotti, che sarà la chiave per raggiungere l'obiettivo della Commissione europea di imballaggi riutilizzabili e riciclabili al 100% entro il 2030. [Rawpixel.com / Shutterstock]

Le norme sull’ecodesign e sulle indicazioni dell’impatto energetico sulle etichette dei prodotti di uso quotidiano potrebbero far risparmiare miliardi ai consumatori e aiutare l’UE a raggiungere i suoi obiettivi climatici, ma a causa della mancanza di personale e risorse la Commissione europea è lenta a proporli, secondo un rapporto di alcune organizzazioni ambientaliste.

L’ecodesign aiuta a migliorare l’impatto ambientale dei prodotti aumentando la loro circolarità e la loro efficienza energetica. Le indicazioni sul consumo di energia usato nl processo di produzione, invece, aiuta i consumatori a comprendere l’impatto di ciò che acquistano.

Queste politiche hanno già contribuito a circa la metà dell’obiettivo di risparmio energetico per il 2020, secondo la Commissione europea, e si prevede che copriranno un terzo dei tagli necessari per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni per il 2030.

L’esecutivo dell’UE dovrebbe presentare ulteriori politiche al riguardo, compresa l’iniziativa sui prodotti sostenibili, che amplierà l’ambito delle regole di progettazione ecocompatibile alla “gamma più ampia possibile di prodotti e consentirà ad essi di raggiungere la circolarità”.

Kyriakides: "Vogliamo che l'Europa diventi leader nella sostenibilità alimentare"

La determinazione dell’Ue a diventare un leader globale in materia di sostenibilità sarà accompagnata da investimenti in soluzioni che rispettino gli impegni stabiliti nella nuova politica alimentare dell’Unione, ha dichiarato la commissaria alla Salute Stella Kyriakides in un’intervista esclusiva a …

Eventuali ritardi potrebbero tuttavia causare emissioni aggiuntive di 10 milioni di tonnellate di CO2 equivalente ogni anno fino al 2030, secondo l’analisi di ECOS e dell’European Environmental Bureau.

“La carenza di risorse si scontra con la grande rilevanza che le politiche di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica sono destinate a rappresentare nella tanto attesa Iniziativa sui prodotti sostenibili, un progetto di punta attualmente in fase di sviluppo da parte della Commissione”, affermano le ong.

I ritardi costeranno inoltre ai consumatori europei circa 40 miliardi di euro entro il 2030, stimano le associazioni, che chiedono alla Commissione europea di destinare risorse adeguate a queste iniziative.

“L’ecodesign ha dimostrato di raggiungere gli obiettivi sul clima e l’economia circolare. Tuttavia, questo quadro essenziale viene stranamente trascurato”, ha affermato Jean-Pierre Schweitzer, senior policy officer per l’economia circolare e la politica di prodotto dell’European Environmental Bureau.

“Il risultato sono più emissioni, e bollette energetiche più elevate per i cittadini. Ciò mette in dubbio l’impegno della Commissione in questo settore politico, compresa la prossima iniziativa sui prodotti sostenibili”, ha aggiunto.

Le nuove norme dell’UE sulla progettazione ecocompatibile e sui prodotti sostenibili sono state annunciate nel marzo dello scorso anno come parte del piano d’azione per l’economia circolare della Commissione europea, che mira a separare la crescita economica dall’uso delle risorse naturali.

In risposta alle domande di EURACTIV sul rapporto, un portavoce della Commissione europea ha affermato che l’efficienza energetica è uno dei pilastri chiave per ridurre le emissioni di gas serra, ed è fondamentale per raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo. L’ecodesign e l’etichettatura energetica sono elementi importanti a sostegno di questi obiettivi, ha aggiunto.

“È chiaro che la definizione di regole a livello dell’UE richiede risorse adeguate, sia finanziarie che umane, e che la necessità di far corrispondere ambizioni e risorse deve essere considerata con attenzione nel contesto dell’iniziativa sui prodotti sostenibili e di qualsiasi estensione del campo di applicazione delle normative specifiche per i prodotti”, ha detto il portavoce a EURACTIV.

“Il rapporto richiama l’attenzione su una serie di aree in cui si sarebbe potuto fare ancora di più a un ritmo più rapido. La Commissione ne è consapevole e ha già adottato misure, ove possibile, per affrontare la situazione”, ha continuato.

Ma il numero di revisioni adottate non è l’unico indicatore dei progressi compiuti, ha detto ancora il portavoce, affermando che gli ultimi due anni hanno visto l’introduzione di nuove etichette energetiche e requisiti di progettazione ecocompatibile, con dei piani esecutivi che prevedono di adottare presto una nuova tabella di marcia.

Debien (OCCE): "L'economia circolare è il futuro dell'Europa"

Abbiamo intervistato Christophe Debien, Presidente dell’Organizzazione per il Clima e l’Economia Circolare (OCCE).

Iniziamo dal Green Deal. Immagino che abbia accolto con favore l’entusiasmo col quale la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel 2019 si è insediata a …

Costruire un’economia circolare

Finora, l’ecodesign si è concentrato sui prodotti legati all’energia. I responsabili europei stanno ora esaminando i requisiti minimi da estendere a una gamma più ampia di prodotti, visto che oltre l’80% dell’impatto ambientale viene deciso in fase di progettazione.

“Se si vuole andare verso un’economia più circolare, il primo elemento da cogliere, ma anche il più difficile, è progettare prodotti per renderli più durevoli, più riparabili, più riciclabili, e anche fare in modo che siano più sostenibili e quindi utilizzare più materiali riciclati”, ha affermato Emmanuel Katrakis, segretario generale della Confederazione europea delle industrie del riciclaggio.

“Questo è essenziale per potenziare le catene del valore circolari poiché, come riconosciuto dal Green Deal europeo, solo il 12% delle materie prime utilizzate dall’industria dell’UE proviene dal riciclaggio”, ha aggiunto.

Una maggiore progettazione ecocompatibile è fondamentale per prodotti, come quelli elettronici, in cui le colle utilizzate per tenere insieme le parti possono rendere il riciclaggio più complesso, e per i tessuti, che hanno tassi di riciclo estremamente bassi.

“Finora c’è stata pochissima connessione tra il design dei prodotti e la fase di fine vita. È assolutamente impossibile raggiungere un’economia circolare, se questa connessione non viene stabilita”, ha detto Katrakis a EURACTIV.

Schweitzer sostiene anche l’implementazione dell’ecodesign su più prodotti, affermando che è stata una politica estremamente efficace, che ha già raggiunto il 50% dell’obiettivo di efficienza energetica dell’UE e il 20% di riduzione delle emissioni.

“Se la Commissione intende davvero raggiungere l’obiettivo di far sì che i prodotti sostenibili siano la norma, questo è qualcosa di abbastanza serio, perché significa davvero rendere sostenibili tutti i prodotti venduti sul mercato europeo”, ha detto a EURACTIV.

“Dal nostro punto di vista, ciò significa che il mercato europeo dei prodotti deve avere un’impronta ambientale che rientri nei limiti delle risorse del pianeta”, ha aggiunto.