Batterie, l’Ucraina si unisce all’alleanza Ue sulle materie prime

Il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič (a destra) e il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal (a sinistra) partecipano alla firma del Memorandum d'intesa sulle materie prime. Kiev, 13 luglio 2021. [© European Union, 2021 - Source: EC - Audiovisual Service]

L’Ucraina è stata ufficialmente invitata a partecipare all’alleanza europea sulle batterie e le materie prime, con lo scopo di sviluppare l’intera catena del valore dall’estrazione alla raffinazione e al riciclo dei minerali nel Paese.

Il vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič si è recato a Kiev, in Ucraina, per incontrare il primo ministro Denys Shmyhal e firmare il nuovo partenariato strategico sulle materie prime. “Abbiamo deciso di aprire un nuovo capitolo nelle nostre relazioni, ovvero una cooperazione maggiore nelle materie prime e tecnologie verdi e digitali”, ha detto.

Quest’alleanza ha un significato globale importante, specialmente dato l’imminente completamento del gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania, che taglierà fuori Kiev dalle rotte di transito del gas naturale verso l’Ue.

“Le discussioni e gli incontri in programma hanno anche un significato geopolitico, perché l’Ucraina sta diventando parte della catena del valore europea e penso che questo sia di rilevanza strategica”, ha detto Šefčovič prima della partenza.

Durante l’incontro con il primo ministro ucraino, il vicepresidente della Commissione Šefčovič ha spiegato che l’ipotesi di espandere la cooperazione con Kiev nel ramo delle materie prime è nata a ottobre ed è stata seguita da mesi di discussioni che hanno portato alla firma del memorandum.

“Questo nuovo capitolo della cooperazione tra Ue e Ucraina rafforzerà il nostro legame politico, ma porterà anche una serie di opportunità per le industrie europee e locali, aiutando a creare e preservare posti di lavoro nelle aree intrinsecamente legate alla transizione verde e digitale”, ha detto Šefčovič.

Con l’avvento di una società sempre più digitale e a impatto zero, settori come l’energia rinnovabile, l’elettronica, i trasporti, l’aerospaziale e la difesa dipenderanno sempre di più da una fornitura sostenibile di materie prime a costi competitivi.

Le batterie, ha ricordato il vicepresidente, sono al centro della questione della mobilità elettrica e dell’energia rinnovabile. “L’Ucraina è ben posizionata per diventare centrale nelle materie prime essenziali e nelle batterie. Potrebbe anche essere leader in questi campi nel Partenariato orientale e nella Comunità energetica”, ha detto Šefčovič.

Il vicepresidente ha poi spiegato qual è il significato in termini pratici della firma di questo accordo. L’Ucraina allineerà il suo quadro legislativo sull’estrazione mineraria a quello europeo, impegnandosi a garantire gli standard più elevati a livello ambientale, sociale e di governance.

Inoltre, la cooperazione prenderà il via con la modernizzazione delle tecnologie necessarie per le materie prime primarie e secondarie, velocizzando l’approccio dell’economia circolare. Il ministero dell’ecologia ucraino è stato perciò inserito come membro più recente delle alleanze europee sulle batterie e sulle materie prime.

Infine, l’Ue ha allocato per quest’anno ulteriori 750 mila euro di budget per l’assistenza tecnica all’Ucraina. I progetti in cooperazione potranno richiedere i fondi di Horizon Europe e sarà potenziato il coinvolgimento della Banca europea degli investimenti e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

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Chiari benefici

La Commissione europea vede chiare opportunità nella collaborazione con l’Ucraina. Il 98% della fornitura di terre rare dell’Ue proviene dalla Cina, una cifra troppo elevata per elementi che sono fondamentali nella transizione ecologica e digitale e usati in smartphone, batterie e turbine.

La lista di materie prime critiche dell’Ue è stata aggiornata lo scorso settembre e contiene 30 elementi, tra cui appunto le terre rare, la bauxite, il litio e il titanio. “21 di questi materiali si possono trovare in Ucraina, che estrae anche 117 dei 120 minerali usati in tutto il mondo. Parliamo di litio, manganese, cobalto, terre rare”, ha detto Šefčovič.