Premio Sakharov: Navalny simbolo di opposizione alla dittatura isolazionista del Cremlino

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Un graffito che ritrae Alexei Navalny su un muro di San Pietroburgo. [EPA-EFE/ANATOLY MALTSEV]

Alexei Navalny, attivista e dissidente russo, è il vincitore del premio Sakharov del 2021, premio che ogni anno il Parlamento Europeo assegna ai difensori della libertà di pensiero dal 1988. Da circa dieci anni le relazioni UE-Russia sono particolarmente tese, soprattutto a causa del comportamento aggressivo della Russia verso gli oppositori politici interni e in politica estera. Dalle campagne di disinformazione che minacciano le democrazie europee, passando per all’annessione della Crimea nel 2014, il Cremlino non ha mai fatto un passo indietro per allentare le tensioni con l’UE

Sia l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza Josep Borrell che la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen avevano dichiarato lo scorso giugno che le relazioni Russia-UE erano ai “minimi storici” e prevedevano un ulteriore deterioramento di tali rapporti.

Politica interna repressiva

La situazione delle libertà fondamentali nel paese è peggiorata dall’arresto di Navalny dello scorso gennaio, appena rientrato a Mosca dopo essersi ripreso dall’avvelenamento avvenuto in Russia il 20 agosto 2020, probabilmente da parte dei servizi segreti russi.   

Alle proteste massicce del 2021, il Cremlino ha risposto con repressione e persecuzione degli oppositori politici. Oltre alla censura della stampa, il governo mira a rende la vita impossibile all’opposizione, cercando anche di negare loro diritti democratici fondamentali come il voto. Navalny oltre a leader del partito “Russia del Futuro” è diventato un simbolo di resistenza per i Russi e per la comunità internazionale. 

Una politica estera isolazionista

Mentre i rapporti con l’UE sono in via di ulteriore peggioramento, con gli Stati Uniti non mancano tensioni: ne è stato un esempio emblematico il summit tra il presidente statunitense Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin in Svizzera (territorio neutrale) lo scorso giugno, incontro deciso poiché entrambe le parti ritenevano che le relazioni tra i due paesi fossero in via di deterioramento. L’amministrazione Biden continua a chiedere alla Russia di diventare un “attore globale responsabile” e che si proceda con dei passi indietro rispetto alle misure repressive interne, uno stop a cyber attacchi e agli atteggiamenti aggressivi nei confronti di Crimea e Ucraina. 

In generale, non sembra che la Russia voglia procedere con dei passi indietro rispetto al proprio indirizzo di politica interna ed estera, ed è per questo motivo che probabilmente il Parlamento Europeo ha premiato deciso di assegnare il premio Sakharov ad Alexei Navalny.