Von der Leyen: “Vogliamo che l’Ue aderisca alla Convenzione di Istanbul”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla plenaria del Parlamento europeo, 26 aprile 2021. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso l’intenzione di portare l’Ue come istituzione ad aderire alla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

Intervenuta alla plenaria del Parlamento europeo, la presidente della Commissione Ue von der Leyen è tornata sull’episodio del Sofagate, che ha riempito per settimane i social media e ha portato alla luce la debolezza delle istituzioni europee di fronte alle provocazioni di Paesi terzi.

Quello che è successo ad Ankara è stato un attacco alla figura principale dell’Ue in quanto istituzione, ma anche al ruolo della donna, relegata in secondo piano sebbene avesse importanza pari (se non superiore) a quella della figura maschile che la accompagnava, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

“Non trovo giustificazione per il modo in cui sono stata trattata due settimane fa in Turchia. Mi aspettavo di essere ricevuta in qualità di presidente della Commissione europea, ma così non è stato. Devo perciò concludere che quello che è successo sia avvenuto perché sono una donna”, ha dichiarato von der Leyen.

“Sappiamo tutti che ogni giorno avvengono migliaia di incidenti simili, spesso molto più gravi di questo. Nessuno ne sente parlare, perché nessuno ci presta attenzione. Ma dobbiamo assicurarci che ci sia la consapevolezza e, di conseguenza, un’azione per contrastarli”, ha proseguito.

“La Convenzione di Istanbul è uno strumento importante per questo. È il primo strumento internazionale per combattere la violenza sulle donne e sui bambini. Nell’incontro di Ankara ho espresso le mie preoccupazioni riguardo il ritiro della Turchia, uno dei membri fondatori”, ha detto von der Leyen.

“Tuttavia, per essere credibili dobbiamo prima agire a casa nostra. Molti Stati membri non hanno ancora ratificato la Convenzione. Altri pensano di ritirarsi. Non è accettabile: ecco perché voglio che l’Unione europea stessa entri nell’accordo. Rimane uno degli obiettivi primari di questa Commissione”, ha ribadito la presidente.

Von der Leyen ha proseguito aggiungendo che uno degli obiettivi sarà includere tutte le forme di discorso d’odio tra i crimini europei riconosciuti nei Trattati e che bisogna assicurarsi che donne e ragazze siano adeguatamente trattate in tutta l’Ue, perché “lo status delle donne è lo status della democrazia”, ha detto citando la vicepresidente americana Kamala Harris.

Infine, von der Leyen ha ricordato che non può essere tollerata nessuna forma di discriminazione: la diffusione di zone anti-Lgbt in Europa è inaccettabile, così come lo è l’esclusione dei Rom e ogni forma di razzismo e antisemitismo.

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“Difficile” una cooperazione estesa con la Turchia

Intervenendo in apertura della plenaria del Parlamento europeo, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel ha dichiarato che l’attuale situazione in Turchia per quanto riguarda lo stato di diritto, il rispetto dei diritti fondamentali, il ritiro dalla Convenzione di Istanbul e la libertà di espressione preoccupa l’Europa e rende “difficile” l’ipotesi di una cooperazione estesa.

Michel ha ricordato che i rapporti con la Turchia sono stati discussi già 11 volte al Consiglio europeo da quando lui ha assunto la presidenza, il 1° dicembre 2019. Michel ha nuovamente espresso il suo rammarico per la situazione che si è venuta a creare.

“Sono consapevole che queste circostanze hanno condotto molti a pensare che avrei dovuto agire in modo diverso. In quell’istante ho deciso di non reagire ulteriormente per non creare un incidente diplomatico ancora più grave, che potesse distruggere tutto il dialogo che si era creato in quei mesi”, ha dichiarato Michel.