Violenza sulle donne, anche in Danimarca il sesso senza consenso sarà considerato stupro

Una manifestazione contro la violenza sessuale e di genere a Losanna, Svizzera, il 23 novembre 2019. [EPA-EFE/LAURENT GILLIERON]

Il governo ha annunciato l’intenzione di riformare la legge sulla violenza sessuale. Secondo quanto emerso da un rapporto di Amnesty International, pubblicato nel 2019, il Paese ha uno dei più alti tassi di stupri in Europa.

Dopo mesi di discussioni, il governo danese ha annunciato martedì l’intenzione di riformare la legge sulla violenza sessuale per fare del consenso piuttosto che della violenza l’elemento decisivo per determinare lo stupro. Il provvedimento dovrebbe essere adottato entro la fine dell’anno.

Il ministro della Giustizia Nick Hækkerup in conferenza stampa ha spiegato che “Stiamo passando da un sistema in cui c’era bisogno dell’elemento della coercizione e della violenza per definire tale uno stupro, ad un sistema in cui l’elemento cardine è il consenso”. Consenso che può essere espresso verbalmente o “indirettamente” a seconda delle circostanze, perché “il linguaggio sessuale può andare oltre le parole”, ha spiegato il ministro.

Nel novembre del 2018, il partito di sinistra Red Green Alliance (Enhedslisten) non era riuscito ad ottenere una maggioranza parlamentare complessiva per una nuova legge fondata sul consenso sessuale ma la situazione è cambiata quando i conservatori e i liberali hanno annunciato di essere favorevoli ad una riforma che contenesse regole simili a quelle introdotte in Svezia. Secondo la legge svedese, l’elemento decisivo è proprio quello del consenso esplicito; anche la legge danese dovrebbe ruotare intorno al passaggio dalla centralità dell’elemento dell’aggressione violenta alla centralità del consenso esplicito.
Secondo la Convenzione di Istanbul, ratificata dalla Danimarca già nel 2014, lo stupro e tutti gli altri atti non consensuali di natura sessuale devono essere classificati come reati e in quanto tali devono essere perseguiti penalmente.

La Federazione delle donne danesi ha salutato la decisione come una “storica vittoria” anche se Danimarca e Svezia non sono pioniere: in Europa Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord, Repubblica d’Irlanda, Belgio, Cipro, Lussemburgo, Islanda e Germania hanno già una legge che definisce un atto sessuale senza consenso come stupro.

La buona reputazione della Danimarca sui temi dell’uguaglianza di genere maschera una società con uno dei più alti livelli di stupri in Europa, nella quale esiste un’impunità endemica per gli stupratori, secondo l’ultimo rapporto di Amnesty International pubblicato a marzo 2019.  La causa di un sistema diffuso di impunità per il reato di stupro era da imputare proprio a “leggi antiquate che non rispettano gli standard internazionali”, con le parole di Kumi Naidoo, Segretario Generale di Amnesty International. Il fatto che lo stupro fosse definito solo dall’elemento della violenza e non anche dall’esistenza o meno del consenso ha alimentato una pericolosa cultura che colpevolizza le vittime e rafforza quegli stereotipi che pervadono la società danese e che garantiscono l’impunità degli aggressori, secondo il report.

Il problema della centralità del consenso infatti è decisivo: per un verso la “paralisi involontaria” o il “congelamento” secondo gli esperti sono una risposta fisiologica e psicologica molto comune nei casi di violenza sessuale e per altro verso insistere sull’importanza dell’elemento della resistenza all’aggressione mina una più ampia consapevolezza della violenza sessuale e rafforza la cultura della colpevolizzazione della vittima, che non ha saputo difendersi, anziché dell’aggressore.

I numeri fotografano una situazione impietosa: le donne danesi che hanno subito uno stupro o un tentativo di stupro nel 2017 sarebbero 5.100 secondo il Ministero della Giustizia; di queste solo 890 hanno sporto denuncia alla polizia. ma non basta: solo in 535 casi è stato avviato un procedimento giudiziario e solo in 94 casi vi sono state condanne. Se pensiamo al numero di partenza, la gravità della situazione è evidente.

La Danimarca sta provando ad invertire la tendenza: il provvedimento dovrebbe essere adottato entro la fine dell’anno. Ma tanti altri Paesi europei devono ancora intraprendere la stessa strada.