Violenza di genere, il Parlamento Ue chiede che diventi un crimine europeo

Una marcia di protesta contro la violenza sulle donne a Roma. [Wikimedia Commons/Camelia.boban]

Giovedì 16 settembre il Parlamento europeo ha adottato un’iniziativa legislativa per colpire ogni forma di violenza e discriminazione di genere (verso le donne, ma anche nei confronti della comunità Lgbt+), che sia online o offline.

La proposta del Parlamento Ue, passata con 427 voti a favore, 119 contro e 140 astensioni, prevede di creare una nuova forma di crimine associato alla violenza di genere, che possa così diventare un ambito sistematico da combattere come lo sono già il traffico di droga, armi ed esseri umani o il terrorismo.

Questa legge formerebbe la base per una direttiva Ue incentrata sulle vittime, che faccia uso degli standard della Convenzione di Istanbul e che includa misure preventive, servizi di supporto e protezione e una cooperazione tra gli Stati membri per lo scambio di migliori pratiche, esperienze e informazioni.

Gli eurodeputati sottolineano anche come il femminicidio sia la forma più grave di violenza di genere ed evidenziano che negare la possibilità di un aborto legale e sicuro è a sua volta una pratica discriminatoria assimilabile a questa legge.

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“Il Parlamento europeo vuole vedere azioni coraggiose per contrastare la violenza di genere”, ha dichiarato Malin Björk, co-relatrice svedese appartenente al gruppo della Sinistra. “Non solo sotto forma di legislazione europea, ma anche con maggiori investimenti nei rifugi per le donne, nell’applicazione della legge e nell’educazione femminista”.

“Il rapporto riconosce anche come cruciali i diritti sessuali e riproduttivi, l’aborto nello specifico, e che non solo le donne ma anche gli appartenenti alla comunità Lgbt+ possono essere vittima di violenza di genere, che si basa su disuguaglianza e stereotipi patriarcali”, ha concluso.

L’altra co-relatrice Diana Riba i Giner, spagnola appartenente del gruppo dei Verdi/Efa, ha aggiunto che “servono strumenti migliori e più numerosi per combattere la violenza di genere. Perciò chiediamo definizioni legali, standard e punizioni criminali minime comuni in tutta l’Ue”.

Ora, come ha riferito la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo  Stato dell’Unione, l’esecutivo Ue proporrà entro fine anno una legge contro la violenza sulle donne che includerà misure di prevenzione e protezione per i crimini commessi online e offline.

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Un problema in tutta Europa

Le statistiche riportano che un terzo delle donne nell’Ue hanno subito violenze fisiche o sessuali. Inoltre, quasi 50 donne a settimana perdono la vita per violenze domestiche e il 75% delle donne hanno subito molestie nell’ambito lavorativo.

Il problema della violenza di genere è particolarmente significativo anche in Italia, dove dall’inizio del 2021 finora si sono verificati 83 femminicidi, quasi tutti avvenuti nell’ambito famigliare. Nel 2020, le vittime erano state 116, un dato che aveva risentito anche dell’effetto negativo della pandemia e dei lockdown.

Nello scorso anno, le chiamate al numero di pubblica utilità contro violenza e stalking, il 1522, sono aumentate del 79,5% rispetto all’anno precedente, segno del fatto che i casi si stanno moltiplicando, ma anche la volontà di denunciarli.